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Visualizzazione dei post da marzo, 2026
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Pier Paolo Pasolini Petrolio Garzanti Petrolio Appunto I Antefatti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .1 1Questo romanzo non comincia. Lettera di Pasolini a Moravia per il romanzo "Petrolio" Caro Alberto, ti mando questo manoscritto perché tu mi dia un consiglio. E un romanzo, ma non è scritto come sono scritti i romanzi veri : la sua lingua è quella che si adopera per la saggistica, per certi articoli giornalistici, per le recensioni, per le lettere private o anche per la poesia: rari sono i passi che si possono chiamare decisamente narrativi, e in tal caso sono passi narrativamente cosi scoperti (“ma ora passiamo ai fatti”, “Carlo camminava...” ecc., e del resto c’e anche una citazione simbolica in questo senso: “Il voyager...*) che ricordano piuttosto la lingua dei trattamenti o delle sceneggiature che quella dei r...
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Giorgio Bassani L'airone Giangiacomo Feltrinelli Editore Non subito, ma risalendo con una certa fatica dal pozzo senza fondo dell'incoscienza, Edgardo Limentani sporse il braccio destro in direzione del comodino. La piccola sveglia da viaggio che Nives, sua moglie, gli aveva regalato tre anni fa a Basilea in occasione del suo quarantaduesimo compleanno, continuava, nel buio, a emettere a brevi intervalli il suo suono acuto e insistente, anche se discreto. Bisognava farla tacere. Limentani ritirò il braccio, aprì gli occhi, e si volse, gravando col fianco sul gomito e allungando il braccio sinistro. L’airone è il romanzo del dolore definitivo, di un malessere esistenziale onnicomprensivo che pervade ogni aspetto della realtà: l’individuo, i suoi affetti, le cose, la natura. Soltanto dopo essere scesi nell’abisso più profondo sarà possibile risalire e progettare di nuovo. Ermanno Paccagnini ci ricorda che Giorgio Bassani stesso dichiarò di essersi sentito liberato dopo aver concl...
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Philip K. Dick Mutazioni Giangiacomo Feltrinelli Editore Io ero disturbato nel senso che avevo paura di mangiare. In collegio non sapevano cosa fare, per il fatto che di mese in mese continuavo a perdere peso e nessuno mi aveva mai visto mangiare nemmeno un fagiolino. La mia carriera letteraria, però, ebbe inizio, dapprima nel campo della poesia. Così recitava la mia prima lirica: Ho visto un uccellino Posato sopra un ramo Ho visto un uccellino Che mi guardava Ma un gatto lo acchiappò e nessuno lo vide più, perché il gatto se lo mangiò quella mattina. Questa poesia fu accolta con entusiasmo, il giorno della visita parenti, e il mio destino fu segnato (anche se, naturalmente, nessuno ne sapeva nulla; non ancora, perlomeno). Poi, seguì un lungo periodo in cui non feci niente di particolare, se non andare a scuola - cosa che detestavo - e gingillarmi con la mia collezione di francobolli (che ancora conservo), oltre a occuparmi in altre attività da ragazzi come le bilie, le figurine, le ma...