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Aldo Busi Seminario sulla gioventù BUR Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo ad un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco, e anch'io ho creduto fatale quanto poi si è rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato. Romanzo strabordante di vita, sfavillante esordio di un autore unico nel panorama italiano, Seminario sulla gioventù è la storia di un’autoeducazione fuori dalle regole, il percorso di crescita di un ragazzino della campagna lombarda che per leggere il mondo si affida solo ai propri sensi e al proprio cervello, smascherando le menzogne delle autorità costituite, siano queste la famiglia, il maestro o il prete del paese. ...
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Théophile Gautier Il Capitan Fracassa BUR Rizzoli Rilassatevi, respirate (affannosamente), non fate caso al miocardio impazzito e pensate che i piedi gonfi siano sexy e parliamo di letture, un sano sport adatto anche ai fisici meno tonici. Ho finalmente finito questo pezzo da 90 della letteratura di cappa e spada, un viaggio di oltre 700 pagine volate via in un lampo perché il buon Teofilo sa essere davvero accattivante. Siamo nella Gauscogna francese all'incirca nel '600 e, in un tristo e decadente maniero vive l' ultimo erede dei baroni di Sigognac. La descrizione del castello è così minuziosa che si quasi si possono sentire gli odori e i rumori del decadente palazzo.... Anche la fame ha un suo odore specifico e trasuda da ogni angolo umido e ammuffito di quelle stanze non più abitate. Una vita desolata e monacale per un giovane nobile di provincia dimenticato dalla grande storia finché un giorno non compare una compagnia di comici che è rimasta impantanata nel fango e n...
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Bahiyyih Nakhjavani. La donna che leggeva troppo BUR Rizzoli È stato un libro faticoso e che ha richiesto un bel po' di concentrazione, a sfondo storico, la realtà romanzata sulla condizione delle donne nella Persia (attuale Iran) del 1800 tra delitti, epurazioni e torture, analfabetismo femminile dilagante e obbligatorio se non si voleva essere considerate eretiche e quindi imprigionate e giustiziate. Solo l'uomo aveva il diritto allo studio, poteva avere più di una moglie e decidere della vita e della morte del prossimo. La poetessa di Qazvin fu una ribelle, fu colei che aprì la strada al cambiamento della condizione femminile. Era bella, era alla ricerca costante della verità, amava mostrarsi senza velo e confrontarsi con ragionamenti che tenevano testa alle discussioni con uomini di qualsiasi rango, siano essi prìncipi o religiosi. È stata una lettura che mi ha fatto molto riflettere sulla situazione attuale del medio oriente: la strada per l'emancipazione femminile è a...
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Emilio De Marchi Il cappello del prete Editore BUR La promessa, capolavoro di Friedrich Dürrenmatt, spiega come meglio non si potrebbe per quale ragione il giallo letterario classico e i suoi grandi eroi (da Auguste Dupin a Sherlock Holmes, da Hercule Poirot a miss Marple, da Philo Vance a Nero Wolfe, e l’elenco, naturalmente, potrebbe continuare a lungo) siano null’altro, a conti fatti, che una finzione. Splendida finché si vuole, certo, ma pur sempre una finzione. Cioè qualcosa che non ha nulla a che fare con la realtà. O meglio, che di fronte alla realtà è destinata a scomparire, dissolversi, morire, come la luce al calar delle tenebre. La ragione di questa inevitabile sconfitta non sta in qualche debolezza dei personaggi appena citati, il cui acume investigativo non è in discussione, bensì in quella quota di imprevedibilità intrinseca a tutto ciò che accade che neppure la più esatta delle analisi o la più puntuale delle ricostruzioni ha il potere di controllare (e se necessario eli...