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Visualizzazione dei post con l'etichetta Recensioni
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 Luigi Santucci  Il velocifero  Oscar Mondadori  La gioia quieta che la famiglia custodisce e alimenta; l’eccitato trasporto per l’altro che divampa in un rapporto d’amicizia che da curiosa affinità cresce fino a diventare quasi una fratellanza di sangue, un patto siglato per la vita per poi sprofondare, a causa dell’innata malvagità degli uomini , o forse per colpa della loro intrinseca debolezza, della loro naturale imperfezione, nel dolore sordo dell’odio trattenuto a stento, in un cocente desiderio di vendetta destinato a non farsi mai concretezza, a non mutare in azione, in fatto; la calda, onesta solidità degli affetti, che pure manca della forza sufficiente a scardinare silenzi, rivelare segreti, vincere egoismi; il valore del sacrificio personale, la nobile bellezza della lealtà alle persone e alle idee, e infine l’amore, che respira ovunque ma rimane inafferrabile e come un soggetto in continuo movimento non si concede all’obiettivo della macchina fotografic...
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Bruno Gambarotta Ero io su quel ponte  Manni Editore  Camerata Arduino Giovanni, 14 anni appena compiuti, presente! La mia bicicletta è stata recuperata subito, per il mio corpo c’è voluto un po’ più di tempo. Morto ero morto, niente da dire, però, se mi avessero ripescato subito, avrei avuto il mio bel funerale fascista, con la sfilata, i labari abbrunati e il grido “Camerata Arduino, presente!”. Il 18 agosto era troppo tardi, avevano tutti la testa altrove, pochi giorni dopo Francia e Gran Bretagna avrebbero dichiarato guerra alla Germania. Avrei tanto voluto essere arruolato, combattere in prima linea, compiere gesta eroiche, guadagnare medaglie al valore. Il destino ha deciso diversamente. Ѐ l’incipit di Ero io su quel ponte di Bruno Gambarotta, Manni Editori. Gambarotta è un autore eclettico, dotato di quella semplice ironia tipicamente piemontese che induce a riflettere anche su fatti tragici con un mezzo sorriso sulle labbra, fra il divertito e il disincantato, qu...
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Stefano Amato  Bastaddi  Marcos y Marcos Non ho ancora visto il film "Bastardi senza gloria" di Tarantino, e questo libro ne è una sorta di remake, solo che invece di essere ambientato nel periodo nazista di hitleriana memoria è ambientato in Sicilia, ed è la mafia, Cosa Nostra l'oppressore. E anche qui, come nel film, viene creato un gruppo speciale, i Bastaddi: non indossano uniformi, odiano Cosa Nostra, e la loro missione è sempre la stessa: ammazzare quanti più mafiosi possono, prendendone gli scalpi di indiana memoria. Ma si prospetta loro una ghiotta occasione: riunire tutti i pezzi grossi della malavita in un cinema e farli crepare la dentro. Ci riusciranno? Stefano Amato crea un romanzo dove, finalmente, i cattivi vengono davvero puniti per le cose terribili che hanno fatto e i buoni ne escono vincitori, insomma, una storia volutamente provocatoria dove poter riflettere e prendere un grosso sospiro di sollievo, dove "Falcone e Borsellino brinderanno in pace a...
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A.a.V.v. FANTATRIESTE Kipple Officina Libraria  Chi come me bazzica libri di vario tipo e di diverso genere si è sicuramente già imbattuto in qualche opera che è stata ambientata in qualche luogo conosciuto magari molto vicino alla propria abitazione se non nella stessa via. Quando un racconto o un libro vengono trasportati nella nostra realtà quotidiana quest'ultima si trasforma e di colpo diventa quasi estranea perchè nella trasposizione letteraria alcuni particolari, che probabilmente abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, ci vengono evidenziati mentre noi non ce ne siamo mai accorti e ci risultano totalmente sconosciuti; oppure è già capitato di leggere di luoghi che alla fine non sono così eccezionali nei nostri ricordi, magari sono un pochino anonimi e grigi e invece di colpo ce li ritroviamo protagonisti loro malgrado. Di recente mi è capitato con un libro fantasy ambientato a soli 5 km da casa mia che ha trasformato una sonnolenta cittadina della Riviera Ligure di Ponente ...
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  Imre Oravecz Settembre 1972 Anfora Editrice  … tutte hanno dato e hanno preso, hanno detto il vero e hanno mentito, mi hanno eccitato e mi hanno raffreddato, mi hanno soddisfatto e hanno lasciato un senso di vuoto, hanno risvegliato il desiderio e hanno provocato disgusto, hanno recato gioia e mi hanno straziato, mi hanno divinizzato e mi hanno maledetto, mi hanno accolto e mi hanno respinto, mi hanno liberato e mi hanno schiavizzato, mi hanno innalzato e mi hanno calpestato nel fango, mi hanno reso migliore e peggiorato, mi hanno infuso speranza e mi hanno fatto disperare, hanno giurato fedeltà e sono state infedeli, si sono messe al mio fianco e mi hanno abbandonato, e io ho fatto a loro lo stesso che loro hanno fatto a me, e ti ho tradito con ognuna di loro, perché ti amavo ancora, mentre cercavo di convincermi che ormai non ti amo più. Una storia semplice, quasi banale, la storia di un amore finito, un monologo interiore di un uomo verso la donna che lo ha lasciato per u...
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Ilaria Tuti Fiori sopra l’inferno  Longanesi    Un bel thriller di questa esordiente autrice italiana che consiglio. Di solito non leggo questo genere di storie, di tipo thriller, ma questa volta sono rimasto piacevolmente colpito e sorpreso. Mi sono appassionato alle vicende del piccolo paesino montano in cui il Commissario Teresa Battaglia si trova a fare i conti con un serial killer atipico (anche definirlo così non è corretto) che vive isolato dal mondo e che, scopriremo, ha un terribile passato. La particolarità delle indagini ti avvolgono, ti fanno scorrere le pagine sempre più veloce, fino ad arrivare a scoprire la verità (amara). E poi lo studioso citato nella storia è esistito realmente: Renè Spitz, psicoanalista austriaco il quale ha elaborato la sindrome da deprivazione affettiva sui neonati, che provoca una depressione anaclitica. Ciò prova che per sopravvivere un bambino necessita anche e soprattutto di stabilire legami affettivi forti e duraturi. Oltre alla ...
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Semezdin Mehmedinović Me’Med, la bandana rossa e il fiocco di neve Bottega Errante Edizioni Me’med ha un infarto, a 50 anni, negli USA, dove si è trasferito circa 20 anni prima, con moglie e figlio allo scoppio della guerra in Bosnia, nel 1992. Me’med conserva un fortissimo accento straniero, subito evidente ai medici che faticano a pronunciare il suo nome per intero, e straniero per lui resta un mondo che l’ha sì accolto, ma dal quale si sente sempre diviso con quella spanna di distanza emotiva che fa la differenza. Me’med fatica a ricordare il suo presente e il suo passato, l’infarto gli gioca il brutto tiro della memoria confusa che rende il mondo quotidiano un estraneo, ma di giorno in giorno riemergono certezze e sensazioni, compresa la sorpresa di una normalità scandita in ogni gesto, che all’improvviso subisce un’eccezione, un imprevisto, un inceppo. La morte compare, un giorno, davanti a lui, ma se ne va richiudendo la porta, e lasciandogli tempo e modo per calmarsi dallo spave...
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Mircea Cartarescu Solenoide  Il Saggiatore   Il sogno infinito di Jorge Luis Borges (che altro non è se non il sogno di un sogno di un sogno) e l’infinità a un tempo illusoria e reale della sua biblioteca di Babele; la denuncia politica e sociale che, come in Gabriel Garcia Marquez, respira sottotraccia celata dall’iperbole, dall’immaginazione sfrenata, da una fantasia che a più riprese sconfina nell’allucinazione o più semplicemente nel racconto fantastico; l’enciclopedico conoscere di Thomas Pynchon che attraversa le centinaia di pagine dei suoi capolavori negli abiti dimessi di una nota a margine, di un dettaglio di colore in un descrizione minuziosa e perfetta, di un parentesi in un discorso-fiume e che pure rivela, all’occhio attento, ciò che davvero conta in quel che si sta leggendo; la prosa d’incubo di Franz Kafka, nella quale tutto ciò che è perversione della realtà si rivela essere realtà nella sua essenza, verità laicamente rivelata, impossibile da evitare e p...
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Philip K. Dick Mary e il gigante Fanucci Editore “Piccola città, bastardo posto Appena nato ti compresi o fu il fato che in tre mesi mi spinse via Piccola città io ti conosco Nebbia e fumo non so darvi il profumo del ricordo che cambia in meglio Ma sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano Visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano” L'inizio di questa canzone di Francesco Guccini potrebbe fare da corollario per Mary e il gigante, romanzo scritto fra il 1953 e il 1955 da Philip K. Dick quando questi, allora poco più che ventenne, era alla ricerca di uno stile che caratterizzasse la sua scrittura e pubblicato postumo nel 1987. E se questo romanzo ha rappresentato una scommessa per l'autore, possiamo affermare che questa scommessa sia stata vinta. La storia in breve è molto semplice: Mary, una ragazza che vive in una città della California Meridionale, si trova troppo presto alle prese con una vita che rifiuta, dopo aver subito un abuso da parte del padre e un ...
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Alina Bronsky L'ultimo amore di Baba Dunja Keller Editore “Konstantin, il gallo di Marja, mi sveglia di nuovo durante la notte. Per Marja è una specie di surrogato. È stata lei ad allevarlo, coccolarlo e viziarlo fin da quando era un pulcino; ora è cresciuto e non serve a un bel niente. Si aggira impettito e dispotico per il cortile di lei e mi guarda di sbieco. Il suo orologio biologico è completamente sballato, è così da sempre, ma non credo che abbia a che fare con le radiazioni. Non possono essere certo ritenute responsabili di ogni forma di demenza che compare sulla terra.” Si può tornare a vivere dopo un disastro nucleare come quello di Chernobyl? Una risposta si può trovare ne L’ultimo amore di Baba Dunja, di Alina Bronsky, Keller Editore: la storia di una donna, Baba Dunja, o nonna Dunja la quale decide di tornare a vivere nel villaggio a pochi chilometri da Chernobyl, nonostante il pericolo di radiazioni. Non sarà l’unica abitante a fare questa scelta apparentemente sciagu...
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Renzo Bistolfi Lo strano caso di Maria Scartoccio ovvero, un fatto di cronaca a Sestri Ponente Editrice TEA “I primi a giungere in via D’Andrade furono i pompieri a bordo dello spernacchiante furgone Fiat 621 in servizio dal ’29, partito pochi minuti prima da via Fabio da Persico. Spintonando la piccola folla vociante, i vigili si fecero largo, presero a montare una lunga scala che puntarono sulla facciata del palazzo in direzione dei due finestroni del primo piano e restarono impalati, a guardare in alto.” Non è mai facile presentare un libro essendo di parte, partendo cioè dal presupposto che le vicende narrate si svolgono nel quartiere e negli androni nei quali uno è nato, ritrovandosi quasi per caso, anche se a distanza di molti anni, a riconoscere perfino i negozi e se non i personaggi, almeno i caratteri citati. Perché in fondo, è proprio quello che mi è successo leggendo Lo strano caso di Maria Scartoccio, un noir ambientato proprio nei carruggi che mi diedero i natali e come se...
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Tahar Ben Jelloun Creatura di Sabbia Giulio Einaudi Editore La storia di Ahmed è una storia di sofferenza, di tormento e di rifiuto, di una tardiva presa di coscienza e di un riscatto tentato e solo in parte riuscito.  Una storia sfumata nel mito e a cui ciascuna delle voci narranti del romanzo conferisce la sua quota di autenticità.  Ahmed è un non-essere, una creatura dannata che viene plasmata, volta per volta, dalle voci di chi la racconta, voci che le danno forma come le mani di abili artisti al lavoro sulla stessa scultura di sabbia.  La favola della bambina cui viene negata la propria natura ha la poesia e i profumi della notte araba, una notte velata dai vapori delle acque dell'hamman, attraverso i quali, come in un sogno, scorgiamo scampoli di vita arida, fatta di privazioni e di inganni, ma anche di scoperte e di rivelazioni, una vita che freme di desiderio, si contorce nel suo anelito di libertà, manda in frantumi gli specchi che le rimandano continuamente l'im...
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Pino Roveredo Ci vorrebbe un sassofono Editore Bombiani “Quando suona un sassofono le guerre si scordano di scoppiare, i temporali di urlare e le disperazioni si dimenticano di addolorarsi.” Ci sono libri che andrebbero letti con un sottofondo musicale e questo romanzo breve, poco più di 150 pagine, di Pino Roveredo è uno di questi. Meglio se il sottofondo risuona delle note del sax tenore di un John Coltrane o del sassofono baritono di Gerry Mulligan, a sottolineare il dolore che trasuda dalle pagine che raccontano la storia di Claudia, delle sue parole che scorrono in un monologo senza fine, mentre si trova accanto al letto dove l'ex marito, dal quale è solo separata ma non divorziata, particolare essenziale nell'economia della storia, versa in gravi condizioni. Un dolore che non è dovuto tanto per le condizioni disperate del consorte, quanto per la vita che è trascorsa accanto a quell'uomo mentre avrebbe potuto essere altro, se solo alcune circostanze, non ultime determi...