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Visualizzazione dei post con l'etichetta Storia
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Giorgio I di Seborga  I templari a Seborga  Araba Fenice Buon pomeriggio !  Passavo di qua e ho deciso di fermarmi un attimo in questa giornata grigia e senza meta che mi sta portando dal letto al divano e viceversa senza costrutto; per fortuna che c'ho sempre da leggere e così mi stacco dall'ipnotico schermo del telefonino che mi colonizza la mente con le sue inutili parole.  (adesso sono davanti al PC.....stesse inutili cose ma davanti ad uno schermo più grande)  GIORGIO 1° DI SEBORGA (CON FRA' DIEGO BELTRUTTI) - I TEMPLARI A SEBORGA  Seborga.....provincia di Imperia, estremo ponente ligure che ormai sfuma quasi in Francia attraverso un confine che per secoli è stato molto più distante di dove è adesso e che comprendeva anche Sospello, Mentone, Briga, Tenda, Monaco, Montecarlo, Villafranca sul Mare e più in giù fino a Nizza che era il capoluogo della savoiarda e omonima Contea....i nomi li ho messi in italiano anche se adesso sono francesi per via delle ...
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Francesco Filippi - Mussolini ha fatto anche cose buone Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo Bollati Boringhieri Il Fascismo è un argomento che in Italia continua a dividere, ma che va studiato e approfondito perché ogni volta lascia intravedere nuovi argomenti di discussione. Per parlarne obiettivamente bisognerebbe interpellare qualche studioso straniero e anche in quel caso non avremmo la certezza matematica che lui sarebbe super partes. Francesco Filippi prova a spiegare quali sono le bufale che circolano sul web e che vengono oramai ripetute come un mantra dai sostenitori del defunto Duce.  Sappiamo tutti che internet ha aperto le porte a molti personaggi che un tempo avrebbero portato le proprie istanze non più in là del bar sotto casa ma che oggi, invece possono distribuire a tutto il mondo tramite il tam tam digitale. Sono passati quasi 80 anni dall'8 settembre 1943 ma il mito resiste e insieme a lui tutto quel campionario di frasi e gesti che avevano caratter...
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Alberto Rosselli L'ultima colonia (la guerra in africa orientale tedesca 1914-1918) Nuova Aurora Editrice Ritorniamo indietro di oltre un secolo e addirittura nel precedente millennio e andiamo a vedere cosa stava succedendo nel mondo in quel lontano tempo del quale non restano più testimonianze vive per ovvi motivi anagrafici. L'Africa era ancora il Continente Nero selvaggio e semi inesplorato ma alla fine del 1800 le potenze europee avevano cominciato ad interessarsene e a creare piccoli e grandi avamposti sulle coste e anche nell'interno. I primi erano stati gli spagnoli e i portoghesi ma via via erano stati scalzati dalla loro posizione di predominio da tutti gli altri paesi che cercavano il loro "posto al sole". Nel 1885 la Conferenza di Berlino mette le basi per il colonialismo europeo e stabilisce le aree di influenza dei vari paesi che danno il via alla corsa, primi fra tutti belgi che si impadroniscono di un territorio immenso e ricchissimo nel cuore dell...
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Bruno Gambarotta Ero io su quel ponte  Manni Editore  Camerata Arduino Giovanni, 14 anni appena compiuti, presente! La mia bicicletta è stata recuperata subito, per il mio corpo c’è voluto un po’ più di tempo. Morto ero morto, niente da dire, però, se mi avessero ripescato subito, avrei avuto il mio bel funerale fascista, con la sfilata, i labari abbrunati e il grido “Camerata Arduino, presente!”. Il 18 agosto era troppo tardi, avevano tutti la testa altrove, pochi giorni dopo Francia e Gran Bretagna avrebbero dichiarato guerra alla Germania. Avrei tanto voluto essere arruolato, combattere in prima linea, compiere gesta eroiche, guadagnare medaglie al valore. Il destino ha deciso diversamente. Ѐ l’incipit di Ero io su quel ponte di Bruno Gambarotta, Manni Editori. Gambarotta è un autore eclettico, dotato di quella semplice ironia tipicamente piemontese che induce a riflettere anche su fatti tragici con un mezzo sorriso sulle labbra, fra il divertito e il disincantato, qu...
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Francesco Tomada, Anton Špacapan Vončina Il figlio della lupa Bottega Errante Edizioni “Due coni di luce fendono la bufera, facendo sembrare mosche nere i fiocchi di neve intercettati dal perimetro dei fari. L'autocarro SPA25 si apre la strada slittando nei solchi appena corrosi dal sale. Sobbalza la camionetta e sobbalzano i soldati, scuri, rattrappiti dentro le proprie ossa. Sguardi cupi, smarriti, incattiviti. Uno no. Uno si ostina a guardare la feritoia tra il montante di ferro e il telone mal agganciato sul retro della carlinga. Entra la neve da quella fessura, si incolla agli scarponi e alle caviglie di queste sagome intirizzite. Anche su di lui, che aspetta. Guarda gli altri che, a capo chino, rassegnati, sembrano proiettili in attesa di venir sparati da qualche parte, più tardi. Lui no. Lui pare diverso, fuori posto, quasi sprezzante. Da uno spiraglio della cerata guarda fuori lì dove i fari fanno luce. Dietro a sé, invece, l'autocarro trascina una cortina di buio. Così...
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Carlo Ginzburg Il formaggio e i vermi Edizioni Adelphi “Aveva letto pochi, casuali libri. Di questi libri, aveva masticato e spremuto ogni parola. Ci aveva rimuginato su per anni; per anni parole e frasi avevano fermentato nella sua memoria.” Poteva un mugnaio vissuto sul finire del 1500 tenere testa con argomentazioni pertinenti, a un tribunale della Santa Inquisizione? Questa storia, la storia di Menocchio, soprannome di Domenico Scandella mugnaio in Montereale nei pressi di Pordenone, sembra dirci che era possibile. Perché è proprio questo che succede nella vicenda descritta dallo storico Carlo Ginzburg, dove abbiamo un rappresentante di quelle che un tempo si definivano le classi subalterne, la ricerca è datata 1976, e che a malapena è in grado di leggere e scrivere ma soprattutto comprendere testi a carattere religioso se non teologico e che nonostante tutto riesce ad argomentare le sue tesi pur con tutti i limiti del caso, di fronte ai dottori della fede, ritenuti portatori di qu...
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Pedrag Finci Il popolo del diluvio Bottega Errante Edizioni Breve nota di agenzia: «A Madrid è giunto un gruppo di un centinaio di profughi di Sarajevo, in maggioranza di origine sefardita». Il popolo del diluvio è un racconto autobiografico e allo stesso tempo un saggio sullo sradicamento, un esilio imposto da una guerra incomprensibile come spesso sono le guerre, in un'Europa che si credeva immune, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, da conflitti che coinvolgessero popoli e nazioni al proprio interno. La guerra scoppiata agli inizi degli anni '90 nella ex Jugoslavia ha risvegliato dal torpore in cui era scivolata la parte occidentale del vecchio continente facendogli scoprire che il germe del nazionalismo e dell'odio etnico-religioso non era spento ma anzi germogliava a est fino a contaminare ampi spazi anche al di là delle sue frontiere orientali. Il racconto di Pedrag Finci è la cronaca di un esilio privilegiato, come lui stesso ammette, essendo docente di e...
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Giovanni Rinaldi C’ero anch’io su quel treno La vera storia dei bambini che unirono l’Italia Solferino Editore La Resistenza è stata raccontata più spesso dagli uomini, dai combattenti, e viene vista come parte e strascico di guerra, suo culmine e liberazione. “Le donne c’erano, operavano – anche combattendo, quando necessario –, accoglievano e nascondevano rifugiati, soldati, disertori, alleati, sbandati, resistenti. Trasportavano, come staffette, cibo, armi, messaggi, dispacci drammatici e lettere d’amore. Rimanevano sole con i vecchi e i bambini, sole a proteggerli, quando il nemico sfondava le porte delle loro case. E i due eroismi, quello della battaglia e del sangue e quello della forza nel mantenere salda la comunità aggredita, sono stati spesso contrapposti e ha prevalso quello più «maschile». Lungo è stato il cammino per raggiungere questo riconoscimento: del ruolo delle donne pari a quello degli uomini. O forse anche più lungimirante. Nel vedere e trovare, dopo la catastrofe,...