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Cornelia Campidelli L’ignoto capovolto Gilgamesh Edizioni. “ Una certa agitazione mi attraversava il corpo. Sapevo che c’era un motivo molto importante che mi aveva spinto sin lì. Non potevo definirla ansia, piuttosto un sentimento profondo che oltrepassava ogni mio ragionevole pensiero, una sensazione che richiamava tutti i miei sensi. La mia determinazione era tuttavia più forte di qualsiasi altra percezione e volevo andare in fondo a quella che interpretavo quasi come una missione. C’erano delle presenze che mi accompagnavano in questo viaggio incredibile, speravo prima o poi di riuscire a contattarle non sapendo però in che modo. Erano diventate oramai una compagnia irrinunciabile senza la quale mi sarei sentita perduta e assolutamente sola. La mia anima riceveva continui messaggi, bellissimi e intensi, ma solo quando mi ritrovavo a vagare in questa parte del Castello. Sì, perché io qui ero già stata.” Una Milano insolita, per una volta non segnata dal ritmo incalzante della metrop...