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Visualizzazione dei post con l'etichetta Keller
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Anila Wilms La strada del nord Keller Editore Recensione di Roberto Maestri. Provate a immaginare un paese inesistente sulle carte geografiche fino a poco tempo prima, abitato da un popolo che nonostante una lingua e tradizioni consolidate ma nascoste, si trovi all’improvviso a occupare un posto di rilievo nello scacchiere internazionale e al centro di un intrigo dalle dimensioni enormi, che travalicano i suoi stessi confini. Un Paese giovane ma anche antico, una nazione che fatica a nascere e che si trova di fronte la più grande potenza internazionale rappresentata da una nave in rada al largo delle sue coste, un duplice omicidio da risolvere che ha per vittime due cittadini della nazione di cui sopra e intrighi interni da gestire nella confusione di una classe politica che fatica a comprendere quale sia il suo ruolo. Siamo nell’Albania degli anni venti, al termine della Grande Guerra e del conseguente disfacimento dell’Impero Ottomano che vedrà nascere nuovi stati là dove prima vi er...
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Stephan Orth  L’Iran dietro le porte chiuse  Keller Editore "Quando hai paura, ma paura davvero, quando pensi che stia per finire male, percepisci tutto con maggiore chiarezza. Il cervello entra in modalità allarme, dove conta solo il qui e ora. Per tutto il resto non c'è più spazio. A me succede quando non riesco a ricordare il mio codice postale per rispondere al poliziotto.  Sono seduto in una sala interrogatori della polizia iraniana...  In Iran, sono un criminale perchè ho nello zaino un chilo e mezzo di marzapane di Lubecca (con dentro un po' d'alcol) e qualche salame di maiale. Basterebbero solo un paio di numeri di "Play boy" e mi sarei aggiudicato la coppa con la scritta "Il viaggiatore più cretino di Teheran”  7 Farvardin 1393, è il giorno in cui Stephan Orth sbarca a Teheran; in Iran il tempo è avanti di due ore e mezza e indietro di 621 anni.  Orth vola low cost, non pernotta in hotel, ma attraverso network di couchsurfing cerca chi lo possa ...
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Witold Szabłowski  Orsi danzanti  Keller Editore  "Orsi Danzanti" è un libro ben scritto, piacevole che ti scivola via con facilità perché è interessante, l'ho letto molto volentieri perché tante cose non le conoscevo, cose che non trovi sui quotidiani, oppure io le ho trascurate.  Il libro è diviso in due parti. Nella prima racconta l'antica tradizione degli zingari bulgari che prendevano gli orsi neonati, gli infilavano un anello nel naso e, con le buone o con le cattive, gli insegnavano a zampettare come se ballassero e li premiavano con caramelle, cioccolato, alcool e altre ghiottonerie se erano stati bravi.  Dal 2007 ciò è stato vietato e tutti gli orsi danzanti sono stati requisiti e portati in una riserva recintata per riabituarli a poco a poco alla libertà.  Nella seconda parte Szablowski ci porta in diversi paesi dove prima regnava il comunismo e diverse sono le interviste ai nostalgici di quel sistema di vita: ci porta a Cuba; a Londra, dove...
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Dragan Veliki ć Il quaderno scomparso a Vinkovci Keller Editore “ Sono forse diventato scrittore grazie alla sparizione del quaderno di mia madre a Vinkovci? Lei non ha mai superato quella perdita. E io non volevo altro che continuare la cronaca dei soggiorni familiari in albergo. Ero affascinato dall'importanza che mia madre dava ai periodi fuori casa. Di fatto la mia prima opera letteraria era stata un elenco di hotel nei quali avevo pernottato, annotato in un taccuino dalla copertina ingiallita una notte a Lubiana. L'elenco era molto breve: Palace a Ohrid, Lipa a Pola, Slon a Lubiana. Poco dopo avevo smesso di prendere nota. Ero passato a collezionare i prospetti e le brochure degli alberghi nei quali soggiornavo.” È  un romanzo curioso quello di Dragan Veliki ć, curioso perché oscilla fra l'annotazione autobiografica e il racconto, descrivendo il processo che porta uno scrittore, in questo caso lui stesso, a costruire una storia di fantasia basata però su fatti e person...
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Alina Bronsky L'ultimo amore di Baba Dunja Keller Editore “Konstantin, il gallo di Marja, mi sveglia di nuovo durante la notte. Per Marja è una specie di surrogato. È stata lei ad allevarlo, coccolarlo e viziarlo fin da quando era un pulcino; ora è cresciuto e non serve a un bel niente. Si aggira impettito e dispotico per il cortile di lei e mi guarda di sbieco. Il suo orologio biologico è completamente sballato, è così da sempre, ma non credo che abbia a che fare con le radiazioni. Non possono essere certo ritenute responsabili di ogni forma di demenza che compare sulla terra.” Si può tornare a vivere dopo un disastro nucleare come quello di Chernobyl? Una risposta si può trovare ne L’ultimo amore di Baba Dunja, di Alina Bronsky, Keller Editore: la storia di una donna, Baba Dunja, o nonna Dunja la quale decide di tornare a vivere nel villaggio a pochi chilometri da Chernobyl, nonostante il pericolo di radiazioni. Non sarà l’unica abitante a fare questa scelta apparentemente sciagu...