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Jung-myung Lee Buio in sala Traduzione dal coreano di Benedetta Merlini Sellerio Come per tutti i grandi romanzi (e questo di certo lo è!), molti sono i contenuti, ognuno con un suo peso, e già il titolo prelude ai temi dell’ambiguità, su cui si gioca l’intera trama: il buio in sala può essere quel momento magico che precede l’inizio dello spettacolo, ma può indicare anche la desolazione di una sala spenta e di un palcoscenico chiuso. Apertissimo è invece lo spazio lasciato alla profonda cultura personale dello scrittore, una cultura mai supponente, ben salda in una posizione solida di aiuto e sostegno nel vivere quotidiano, come si addice alla cultura vera. Libro bellissimo, questo, anche grazie alla perfetta traduzione di Benedetta Merlini. POCHI PERSONAGGI PER UNA TRAMA COMPLESSA Nella Corea degli anni ’80, l’investigatore Kim Kijoon, con un mandato straordinario del suo Supervisore, insegue Choi Minseok, il capo delle rivolte continue e violente degli studenti in un contesto storic...