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Visualizzazione dei post con l'etichetta Reportage
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Geoges Simenon Il Mediterraneo in barca Adelphi Recensione di Roberto Maestri.  “Il Mediterraneo è… Il Mediterraneo è…Il Mediterraneo è…” Inizia con queste frasi sospese la crociera che il creatore del commissario Maigret intraprende alla metà degli anni Trenta su una barca a vela con l’intento di scrivere un reportage di viaggio. E sarà proprio l’impossibilità di completare quella descrizione a fare da filo conduttore al racconto che ne verrà fuori. Perché il Mediterraneo, pur essendo visto a volte come un bacino rispetto ai maestosi oceani, rimane un mare indefinibile: per la varietà di culture che si affacciano sulle sue sponde, per la parte che ebbe e ha tuttora la Storia dell’Occidente e che qui vide il suo principio, per le ricchezze naturali che riesce a offrire, per il carattere delle sue genti, così uguali e al tempo stesso così differenti fra loro. “Perché il Mediterraneo non è soltanto l’acqua trasparente e pulita delle spiagge. È anche…”  Ancora puntini di sospen...
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Tiziano Terzani Un indovino mi disse pp. 644, Longanesi TEA Relax 2007 Incominciarono a parlarmene i miei clienti: prima uno, poi un altro, poi un altro ancora. Leggi questo libro, ti piacerà. Lo dicevano anche di parecchie altre cose, che avrebbero potuto piacermi (degli album di Vinicio Capossela, per esempio, che avrei scoperto molto più tardi), e quindi non sempre seguivo i loro consigli, soprattutto quando se ne accavallavano su argomenti diversi gli uni sugli altri in poco tempo, e per ovvie ragioni non potevo interessarmi a breve di tutto quel che mi veniva segnalato o caldeggiato. Ma quel libro, quello ritornava con regolarità nei loro discorsi, e così incominciai davvero a chiedermi come mai. Il mio bellissimo negozio di arte etnica era all’epoca uno dei riferimenti della vitalità intellettuale della nostra piccola città, e non solo per il tipo di articoli in vendita, che evocavano viaggi esotici e culture lontane, ma anche e forse soprattutto perché ne avevo fatto una sorta...
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Stephan Orth  L’Iran dietro le porte chiuse  Keller Editore "Quando hai paura, ma paura davvero, quando pensi che stia per finire male, percepisci tutto con maggiore chiarezza. Il cervello entra in modalità allarme, dove conta solo il qui e ora. Per tutto il resto non c'è più spazio. A me succede quando non riesco a ricordare il mio codice postale per rispondere al poliziotto.  Sono seduto in una sala interrogatori della polizia iraniana...  In Iran, sono un criminale perchè ho nello zaino un chilo e mezzo di marzapane di Lubecca (con dentro un po' d'alcol) e qualche salame di maiale. Basterebbero solo un paio di numeri di "Play boy" e mi sarei aggiudicato la coppa con la scritta "Il viaggiatore più cretino di Teheran”  7 Farvardin 1393, è il giorno in cui Stephan Orth sbarca a Teheran; in Iran il tempo è avanti di due ore e mezza e indietro di 621 anni.  Orth vola low cost, non pernotta in hotel, ma attraverso network di couchsurfing cerca chi lo possa ...
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Witold Szabłowski  Orsi danzanti  Keller Editore  "Orsi Danzanti" è un libro ben scritto, piacevole che ti scivola via con facilità perché è interessante, l'ho letto molto volentieri perché tante cose non le conoscevo, cose che non trovi sui quotidiani, oppure io le ho trascurate.  Il libro è diviso in due parti. Nella prima racconta l'antica tradizione degli zingari bulgari che prendevano gli orsi neonati, gli infilavano un anello nel naso e, con le buone o con le cattive, gli insegnavano a zampettare come se ballassero e li premiavano con caramelle, cioccolato, alcool e altre ghiottonerie se erano stati bravi.  Dal 2007 ciò è stato vietato e tutti gli orsi danzanti sono stati requisiti e portati in una riserva recintata per riabituarli a poco a poco alla libertà.  Nella seconda parte Szablowski ci porta in diversi paesi dove prima regnava il comunismo e diverse sono le interviste ai nostalgici di quel sistema di vita: ci porta a Cuba; a Londra, dove...
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  Paolo Rumiz Canto per Europa Giangiacomo Feltrinelli Editore "In una notte nitida di ottobre il comandante Lebris dal veliero Surprise battente bandiera francese vide, al largo del golfo di Palermo, una vela color rosso mattone tagliare il mare in due come una lama, rotta a nord-est, obliqua, di bolina. Puntò il binocolo. Sembrava vuota ma con superba inerzia scivolava sulle onde di zinco in controluce, con vento di Grecale a venti nodi e le ali di neve dei gabbiani che incoronavano l’aria turchina. Aprendo l’acqua, la barca tracciava un baffo bianco, rotondo, perfetto, come spuma di birra sui mustacchi di un granatiere prussiano a riposo. Era una vela del Mare del Nord, legno massiccio, più vecchio di un secolo, occhi dipinti a prua come le navi dei Greci a Salamina. Un armo aurico di grande velatura e strane corna fissate alla cervice del bompresso. Sulla crocetta, una blusa di donna di un nero piratesco, sbrindellata, e a poppa una bandiera con le stelle." ... “Una cintu...