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Pino Roveredo Ci vorrebbe un sassofono Editore Bombiani “Quando suona un sassofono le guerre si scordano di scoppiare, i temporali di urlare e le disperazioni si dimenticano di addolorarsi.” Ci sono libri che andrebbero letti con un sottofondo musicale e questo romanzo breve, poco più di 150 pagine, di Pino Roveredo è uno di questi. Meglio se il sottofondo risuona delle note del sax tenore di un John Coltrane o del sassofono baritono di Gerry Mulligan, a sottolineare il dolore che trasuda dalle pagine che raccontano la storia di Claudia, delle sue parole che scorrono in un monologo senza fine, mentre si trova accanto al letto dove l'ex marito, dal quale è solo separata ma non divorziata, particolare essenziale nell'economia della storia, versa in gravi condizioni. Un dolore che non è dovuto tanto per le condizioni disperate del consorte, quanto per la vita che è trascorsa accanto a quell'uomo mentre avrebbe potuto essere altro, se solo alcune circostanze, non ultime determi...