Fiorella Frandolic


Quando se ne andò l’infanzia


Le Lettere Scarlatte Edizioni





Recensione di Roberto Maestri.



Poi il filo si scioglie dal piccolo dito

e il palloncino vola via

in alto, sempre più in alto

veloce, fino a sparire dagli occhi.


Quando se ne andò l’infanzia: già dal titolo sembra echeggiare un grido di dolore, ma se ci si addentra nei versi di Fiorella Frandolic, si scopre che non di dolore si tratta, bensì di consapevolezza, in quanto l’infanzia perduta non trascina con sé un fardello di malinconia inguaribile, ma piuttosto è portatrice della chiave per affrontare la vita adulta, dove le ferite, i silenzi, i dolori e le solitudini possono essere superati con la fiducia riposta in un vivere che fa tesoro delle cose che appartengono al quotidiano: il mare, il quale è immagine costante nelle riflessioni contenute nella silloge, o la vicinanza di persone care e significative che possono contribuire a ritrovare una parvenza di innocenza simile a quella dell’infanzia, supportata dalla padronanza di sé acquisita con l’esperienza di vita.


Il resto passa come un paesaggio

dal finestrino di un treno

può essere incantevole

ma dura un secondo.


Entrare nel linguaggio poetico di Fiorella Frandolic potrebbe rappresentare un’intrusione — voluta e consentita — nel suo universo intimo e personale, nella misura in cui l’autrice è disposta a mettersi a nudo di fronte ai lettori.


Il sole splende comunque,

E il cielo è di tutti.


Ma per fare ciò occorrono sincerità e onestà nella scrittura e questa raccolta ci dimostra come la Frandolic non si sia risparmiata nel mostrare se stessa nelle sue fragilità, spingendo il lettore a riflettere a sua volta sulle proprie


Ognuno è unico,

nel suo vivere,

e affronta il tempo

con la sola forza che ha.


e in questo gioco di rimandi è racchiuso il senso per il quale è importante e utile leggere queste poesie fino all’ultima pagina, nella consapevolezza di un incontro con una persona oltre che con un’autrice che ci rispecchia e ci mette di fronte a quello che forse nemmeno noi siamo consci di essere e in questo modo potremo percorrere insieme a lei


nuovi sentieri

con il cuore sgombro

da memorie inutili

da occhi indifferenti

da ferite che sempre

rischiano di riaprirsi

e turbare lo sguardo

rivolto a ogni stagione.







L’autrice:


Fiorella Frandolic è nata a Gorizia, dove è cresciuta, attualmente risiede a Gradisca d'Isonzo.

Si laurea in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Trieste. Ha lavorato per un lungo periodo nell'ambito della cooperazione sociale. Ha frequentato per tre anni il Corso di lettura e scrittura creativa organizzato dall'Unitre di Cormons tenuto dal poeta Giovanni Fierro. Nel 2017 ha partecipato al concorso di poesia “Blue Notte" con la poesia Khadi classificandosi al secondo po-sto. Ha ottenuto il diploma di merito nel concorso "Invi-to alla poesia" 2023 (Associazione Poesia e Solidarietà di Trieste) con la poesia La madre.

Ha partecipato a diverse letture pubbliche (Percorsi Di-Versi, Cormons libri, Libri diversi, Palabra en el mundo nel maggio 2024, Parco dell'Isonzo a Gorizia).

Ha pubblicato uno scritto sulla rivista "Storie goriziane" dell'Associazione Nuovo Lavoro di Gorizia, e due racconti e alcune poesie nella raccolta Lignano: ti racconto nelle edizioni 2022, 2023, 2024, 2025 (Associazione Lignano nel terzo millennio).

Ha costituito assieme a due poeti (gruppo Arcipelago) e tre musicisti (Yellow Garage: flauto traverso, chitarra, arpa) il reading poetico musicale "Le parole galleggiano sul

mare", presentato a Lignano e a Gorizia.

Fa parte del gruppo poetico artistico Sintonie Group di Trieste.

Nel 2019 ha dato alle stampe la plaquette Dalla mia finestra e nel 2022 la raccolta di poesie Fermo immagine, entrambe edite da Qudulibri di Gorizia. Due sue intervi-ste, realizzate in occasione della presentazione dei due libri, sono state pubblicate sulla rivista on line "Fare Voci", diretta da Giovanni Fierro.

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