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Jim Thompson  Colpo di spugna  Harper Collins Editore Jim Thompson è uno dei più grandi interpreti di sempre del noir mondiale. Morto ad Hollywood nel 1977, alcolizzato ed in miseria, è stato (ri)scoperto dopo la sua scomparsa grazie al plauso tardivo - benché sincero - della critica. Lo stesso Stephen King, che ha avuto un grosso merito in questo successo postumo dell’autore, ha sottolineato la capacità di Thompson “di esaminare, senza esitazioni e nella semioscurità, la mente alienata di quegli uomini che vivono come cellule malate nella società americana”.  I protagonisti dei suoi romanzi sono infatti psicopatici, truffatori e reietti della società che si lanciano in storie intrise di follia portandosi dietro un ineludibile “senso di sconfitta”.  Colpo di spugna, portato sullo schermo qualche anno fa da Bertrand Tavernier, è probabilmente il capolavoro dello scrittore: un libro diretto e tranciante come un proiettile, che colpisce duro e ancora oggi lascia allibi...
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Antonio Manzini  Le ossa parlano  Sellerio “È un maestro che mi ha insegnato tanto, senza pretendere di insegnarmi nulla…” diceva Antonio Manzini di Andrea Camilleri, e per la gioia di noi lettori Il Maestro gli ha insegnato a disegnare con molta leggerezza i personaggi, a partire dal suo commissario, pardon vicequestore. Un tocco lieve che gli consente, come in questo caso, di sollevare anche gli angoli più bui delle umane miserie, quelli popolati da mostri che hanno davvero ben poco a che spartire con quelli delle favole e si mimetizzano nell’orrore del nostro quotidiano. Ma dal suo mentore, Manzini ha appreso anche molte altre cose: l’utilizzo sapiente delle peculiarità linguistiche e territoriali, l’uso dei difetti dei suoi personaggi non solo per rubare un sorriso, ma anche per scavare nei nostri, di difetti, e per sottolineare o anticipare i mutamenti della società.   Talenti che erano sicuramente “in nuce”, come amano dire quelli che hanno studiato, meritandosi un ...
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Ernest Cline  Ready player one  Urania Jumbo Cline è una rivelazione!!! Se si legge la sua biografia si resta a bocca aperta perché ci troviamo di fronte ad uno scrittore che da grande non voleva fare lo scrittore ma c'è arrivato solamente andando per esclusione e provando a fare il lavori più disparati con poca, o nessuna, attinenza tra di loro; un self made man!  ....ma quando ha cominciato a scrivere lo ha fatto davvero bene.  "Ready Player One"......primo giocatore pronto....se avete dimestichezza con i videogiochi Arcade, quelli che una volta si trovavano con tutta la loro cabina in ogni i bar a fianco al flipper e al calcetto, vi ricorderete che era la frase iniziale dello schermo una volta inserita la moneta (100£,200£ o 500£ per i più giovani) o il gettone cambiato dal solito barista annoiato.  Quei cassoni colorati facevano parte del panorama di quasi tutti i circoli insieme a ad un tavolo da biliardo e a quelli già citati poco fa in tempi in cui le ma...
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Maurizio Cometto  L’aliante scomparso  Delos Digital – Buongiorno signor Germani. Sono venuto ad acquistare l’aereo.  L’uomo strinse gli occhi dietro le lenti. – Aereo? Non ho aerei da vendere. Penserai mica di essere entrato alla NASA, o in una concessionaria di aviogetti?  – Intendevo l’aeroplano con le ali di polistirolo che avevate in vetrina.  – Ah! Il piccolo aliante! Un giocattolo meraviglioso.  – Ma ce l’avete ancora?  […]  Dopo altri cinque minuti ricomparve. Aveva un’espressione mortificata. Scosse la testa. – Mi spiace, figliolo. Non riesco a capire come sia successo. Non lo trovo più.  – L’avete venduto?  – Dev’essere così. L’avrà venduto Giovanna, senza dirmi niente. Un aliante è una cosa che un bambino di dieci anni può desiderare più di ogni altra cosa, farlo volare, vederlo volteggiare sui prati ai margini del bosco, correre a riprenderlo e misurare la distanza di quel volo, finché un giorno, l’aereo misteriosamente scom...
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Vladimir Nabokov  Lolita  Adelphi "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta:..."  Quante volte avete cominciato a leggere questo libro?  Avete imparato a memoria l'incipit, sapete tutto su nascita, vita, morte e miracoli di Vladimir Nabokov.  Poi, scommetto che dopo 50 pagine - o poco più - avete mollato.  Quali sono le motivazioni?  È un libro tosto.  Quando è troppo, è troppo.  Quello è un pedofilo depravato.  Non si dovrebbero nemmeno pensare certe cose sulle bambine, figuriamoci dirle. Metterle per iscritto. FARLE!  No. Se vado avanti ancora un altro po', vomito. (scusate la parola)  Ma lasciatemelo dire: non sapete quanta poesia vi siete persi.  Sì è vero, alcune scene fanno inorridire, ma non per i termini espliciti con cui vengono descritte.  Anzi, il linguaggio usato è poetico, fine, elegante e mai volgare.  Ciò che gela il sangue è il pensiero di una ragazzina ...
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Trung Le Nguyen  Magic fish. Le storie del pesce magico  Tunué Trovare un equilibrio… È quanto, in fondo, m’è parso cerchino i protagonisti – Helen e Tiến, madre e figlio – di questa «piccola storia» commovente raccontata nella graphic novel “Magic fish. Le storie del pesce magico” dell’artista vietnamita-americano Trung Le Nguyen.  Al centro della storia, che si dipana in tre tempi differenti (il passato, il presente e il tempo-non-tempo della fiaba), scanditi da tavole con cromie diverse, c’è una famiglia di rifugiati vietnamiti, di cui Tiến rappresenta la seconda generazione, che ha trovato negli Stati Uniti la propria nuova casa. La forte unione tra tutti i membri della famiglia, che si rispecchia per esempio nel momento di intimità familiare dato dal ritrovarsi per leggere, la sera, fiabe raccontate, con alternanza, dalle voci di Tiến e Helen, soffre tuttavia di aspetti di incomunicabilità legati alla lingua e alla mancata conoscenza di termini con cui dire, per mezz...
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Jonathan Safran Foer  Se niente importa  Guanda  «Perché il gusto, il più rozzo dei sensi, è dispensato dalle regole etiche che governano gli altri sensi? Se ti fermi a pensarci, è una cosa da pazzi. Perché un arrapato non ha il diritto di stuprare un animale mentre un affamato ha il diritto di ucciderlo e mangiarlo? »  Libro/inchiesta : numeri e testimonianze, per tirare fuori la testa dalla sabbia. L’allevamento intensivo è crudele quanto o più del mattatoio perché una vita atroce può essere peggio di una morte atroce. E allora quanta disumanità siamo disposti a tollerare per il cibo che portiamo in tavola? In una grigliata di carne c’è davvero il fine che giustifica tutta la crudeltà di un mattatoio?  Il testo è un invito a guardare cosa facciamo davvero in nome del «benessere degli animali» e del «trattamento umano», e poi decidere in coscienza quale strada seguire. Del resto non serve essere vegetariani per convenire sulla disumanità di allevamenti e mattat...