Post

Immagine
Daphne Du Maurier Mia cugina Rachele Neri Pozza Editore Recensione di Elisa Tomassi.  Ho trascorso più di un mese in compagnia di "Mia cugina Rachele", di Daphne du Maurier e devo dire che mi è piaciuto. Si è trattato di uno di quei libri al quale si prova il piacere di tornare la sera.  La figura di Rachele campeggia in tutto il libro, che ha in realtà pochissimi personaggi, giusto l'io narrante Philip, la misteriosa cugina ed alcuni altri di contorno, che rappresentano per lo più "la ragione" rispetto all'ineluttabilità dei sentimenti.  Rachele giunge all'improvviso nella magione del giovane Philip, in Cornovaglia, dopo la morte del marito Ambrose, cugino maggiore/quasi padre di Philip. Il romanzo si dipana intorno alla iniziale misoginia di Philip, che si trasforma piuttosto velocemente in puro amore nei confronti di Rachele.  Ciò che attrae in questo personaggio è la sua estrema ambiguità: Rachele è inglese e italiana insieme, è scura di capelli e n...
Immagine
Giovanni Oro Rovine di polvere e fango Delos Digital Recensione di Roberto Maestri “I soldati muoiono nel fango, gli eroi svaniscono nella polvere.”  Secondo episodio del Ciclo di Xipe, dopo Tra maschere e ombre, dove prosegue la lotta incessante contro i Ralt o Acu, come vengono gergalmente chiamati gli appartenenti alla razza aliena da decenni in conflitto con gli umani. Ma chi sono davvero gli alieni? Sono loro o siamo noi? Perché il punto di vista può essere ribaltato, basta salire a bordo di un’astronave dei Ralt per rendersi conto che gli esseri abominevoli e disgustosi che vorrebbero impadronirsi della galassia, non sono altro che i cosiddetti imperiali provenienti dal pianeta Terra.  “L’impero era vasto, tutti e ottantadue i pianeti che lo formavano avevano tratti distintivi, per lo più si trattava di piccole cose, rituali o modi di dire.”  Ed è proprio su questo cambiamento di prospettiva che gioca anche stavolta l’autore di questa saga, Giovanni Oro, che usa sap...
Immagine
Marco Fichera Un nodo di buona ventura White Cocal Press Recensione di Roberto Maestri. Quella che stai per intraprendere è la narrazione di avvenimenti che possono essere definiti "la meno illustre guerra contro il tempo conosciuta dall'essere umano". Capita a volte, di indossare la giacca sbagliata e cambiare per sempre la propria vita. È quello che succede ad Arturo, eroe involontario di Un nodo di buona ventura, il romanzo di Marco Fichera edito da White Cocal Press di Trieste.  E la vita del nostro eroe muta irrimediabilmente, portandolo a essere in poco tempo, da prigioniero anzi, lavoratore coatto, nella Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, a archeologo esperto in reperti egizi, in viaggio per mezzo mondo, dal deserto libico ai Balcani, fino agli Stati Uniti, alla ricerca di elementi che riconducono al progetto di una nuova arma di distruzione, che avrebbe lo scopo di porre fine alla guerra; lo accompagna in queste avventure Franz, un militare tedesco appar...
Immagine
Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio (a cura di)  Dormono sulla collina  Tra Masters e De André  Kipple Officina Libraria  Recensione di Roberto Maestri.  “L’antologia che avete fra le mani ha l’obiettivo ambizioso di rileggere in chiave fantastica l’idea alla base di Spoon River e Non al denaro non all’amore né al cielo, affidando a dieci racconti di genere fantastico la voce di altrettanti defunti provenire da un futuro lontano”. È quanto si legge nella premessa a questa antologia curata da Alessandro Napolitano e Fabio Aloisio, in cui viene rispettato il canone impresso dalle fonti a cui la raccolta si ispira.  Ma è in quel “Tra” del sottotitolo che a nostro parere si colloca la chiave di volta che unisce i dieci racconti della raccolta: un qualcosa che, pur ispirandosi alle due opere, diverse per epoca e linguaggio, traccia una via che prende una direzione autonoma, nel senso di riuscire a svincolarsi dalla parafrasi dei contenuti dai quali trae origi...
Immagine
Gianfranco Manfredi Magia rossa – La rivolta degli spettri Gargoyle Editore Recensione di Roberto Maestri.  Non ci si aspetterebbe di trovare un romanzo weird ambientato nella Milano della metà degli anni ’70 del Novecento ma è proprio quello che riesce a fare Gianfranco Manfredi con la sua Magia rossa, un romanzo horror a tinte forti, che affonda denti, unghie e radici nella città che vide attiva la Scapigliatura, i moti popolari soffocati nel sangue da Bava Beccaris in un turbinio di logge massoniche e società esoteriche che cercheranno di riaffiorare quasi un secolo dopo, trovando ad attenderli tre sprovveduti e improvvisati investigatori dell’occulto, fra scenari teatrali che richiamano alla memoria i pupazzi meccanici di Blade runner, musei di archeologia industriale che mostrano manufatti in cerca di una rinnovata giovinezza, reperti antichi che si animano aggirandosi per le strade nebbiose del capoluogo lombardo, seminando il terrore.  Visto così, il romanzo di Manfredi...
Immagine
Aliya Witheley L'arrivo delle missive Carbonio Editore. Recensione di Roberto Maestri. "Questa è un'epoca diversa, una nuova era, e per mia fortuna ho tutto il tempo di esplorare i miei sentimenti più nobili e intensi. La strada, tutta in salita, che l'umanità ha intrapreso per uscire da quelle terribili trincee parte proprio dalla sua capacità di coltivare la mente. E noi donne giocheremo un ruolo fondamentale in questo processo: faremo da insegnanti e da mentori a tanti bambini che, crescendo sotto la nostra guida, un giorno diventeranno uomini straordinari.” Nell'Inghilterra del primo dopoguerra e con gli strascichi ancora pesanti dell'epidemia di spagnola che fece più morti del conflitto stesso, la vita torna lentamente a svolgersi come sempre, nella continuità delle tradizioni, come quella dei festeggiamenti del calendimaggio con tanto di albero della cuccagna, o come quella che obbliga le ragazze del paese ad accettare per marito l'uomo che i genit...
Immagine
Davide Stocovaz La giungla dell’orrore Delos Digital Recensione di Roberto Maestri.  “Ci sono luoghi, su questo pianeta, che nessun essere umano dovrebbe mai esplorare; e ci sono creature che nessun occhio umano dovrebbe mai avere la sfortuna di vedere.”   È questo il monito che apre il romanzo di Davide Stocovaz, La giungla dell’orrore. Un romanzo dove “Sorpresa e sgomento stritolano l’animo.”   Un racconto, cita il risvolto, dove “Una spedizione archeologica si reca nel cuore della giungla indocinese in cerca di tesori nascosti da portare agli occhi della civiltà”. La spedizione dovrà però fare i conti con una creatura ancestrale che non condivide l’intrusione umana e farà scempio degli sventurati esploratori. Il resoconto si apre con la notizia della tragedia e quindi non temiamo l’accusa di svelare il finale.  Ambientato nel 1865 nei dintorni di Saigon e narrato in prima persona dal capo della spedizione, l’archeologo Maurice Lagarde, il romanzo si addentra nell’...