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Guido Morselli  Dissipatio H.G.  Adelphi Editore L'io narrante, che chiamerò Guido, vive a Crisopoli, la città d'oro, dove si concentra un gran numero di Banche e una Borsa.  "Io non amo Crisopoli, anzi non la posso soffrire. In lei ho scorto il mio antitipo, l'affermazione trionfale di tutto ciò che io rifiuto..."  Lui che confessa la sua "stipsi affettiva", il suo solipsismo, il suo "cupio dissolvi" decide di suicidarsi in un pozzo all'interno di una caverna, ma poi vi rinuncia, torna nel suo rifugio montano e si addormenta bocca a bocca con la sua "ragazza dall'occhio nero", ma nemmeno si spara (Pigrizia? Viltà?).  Quando si sveglia al mattino, per paradosso, scopre che tutta l'umanità si è dissolta, volatilizzata, evaporata, ed è rimasto lui, l'unico sopravvissuto, insieme agli animali e alle piante.  Lui che si dichiara "fobantropo", contrario all'antropocentrismo occidentale, ora che tutti se ne so...