Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta luigi Giampetraglia
Immagine
Tullio Pironti  Il Paradiso al Primo Piano  Tullio Pironti Editore A Napoli chiude un'altra libreria storica, quella di Tullio Pironti, uno degli editori indipendenti più coraggiosi della nostra città, scomparso all'età di 84 anni appena un anno e mezzo fa. Pochi lo sanno ma Pironti si cimentò anche con la scrittura. Questo qui, che ho recensito tempo fa, è il suo secondo libro. E niente, mi andava di ricordarlo così.  Tullio Pironti è uno dei più noti librai napoletani e negli anni si è ritagliato uno spazio di tutto rispetto anche nel campo dell'editoria, pubblicando autori del calibro di Carver, De Lillo, Tahar Ben Jelloun e tantissimi altri.  Il Paradiso al Primo Piano è il suo secondo romanzo, un romanzo biografico, in cui ripercorre la sua storia personale, dagli esordi da boxeur sul ring a quelli da amante tra le lenzuola di un bordello.  Pironti ha una scrittura pulita, ordinata, lineare. Esattamente il tipo di scrittura che ci si aspetta da chi ha passa...
Immagine
Anne Rice  L'ora delle streghe  TEA Libri Non amo molto la Rice.  Quando comprai "L'Ora delle Streghe" venivo dalla lettura de "La Mummia", esperienza che non mi aveva esattamente entusiasmato. Non avevo grandi aspettative, anzi a dirla tutta, non ne avevo affatto. Il volume, poi, era bello corposo e mentre lo tenevo tra le mani già pensavo agli usi alternativi che avrei potuto farne se le mie perplessità iniziali avessero trovato conferma (fermaporta, fermacarte, scalino per raggiungere i piani più alti della libreria, strumento di offesa e/o di difesa, stendi-banconote e tanti altri).  Lo presi solo perché mi aveva incuriosito quello che c'era scritto in quarta.  A New Orleans sotto il portico di una vecchia casa, una donna ogni giorno siede immobile su una sedia a dondolo, lo sguardo spento. Un misterioso giovane è il solo visitatore, ma svanisce nel nulla se qualcuno prova ad avvicinarlo...  E beh, con una quarta così, curiosità si accese e mi convin...
Immagine
Thomas Harris  Red Dragon  Mondadori Da qualche tempo a questa parte sto combattendo una battaglia epica contro la mia naturale ritrosia a leggere romanzi e racconti di cui a grandi linee già conosco la storia 'perché ho visto il film'. Sì, è na cosa brutta da sentire da un lettore forte, ma in passato ho sempre faticato tantissimo a dare una possibilità a questo genere di libri dacché m'è sempre parsa na meza perdita 'e tiempo. Va bene, offendetemi pure, ci sta.  Com'è e come non è fatto sta che la moderna tendenza a produrre trasposizioni cinematografiche o seriali anche a distanza di pochi anni dall'uscita della relativa fonte (senza manco più aspettare la dipartita dell'autore: ma che modi so' chisti!) m'ha progressivamente costretto a rivedere la mia posizione sull'argomento.  Ho recuperato (solo per citare quelli che mo mi vengono in mente): Il postino di Neruda di Antonio Skarmeta, Qualcuno volò sul nido del Cuculo di Ken Kesey, Mystic Ri...
Immagine
Anthony Burgess  Arancia Meccanica Einaudi Stavolta è un sì. Libro che vale il film. Arancia Meccanica di Anthony Burgess è un gran libro. E non è un caso che Kubrick (e prima di lui Warhol) lo abbiano considerato degno di una trasposizione.  Il film di Kubrick è sufficientemente fedele e a tal punto famoso da rendere superfluo soffermarsi sulla trama.  Sperimentalismo linguistico, libero arbitrio, etica e politica, trasgressione e affermazione del sé, assistenza e rieducazione morale della gioventù.  È un testo che esalta la violenza? No. È un testo di denuncia sociale? Anche. Che cazzo metteva Burgess nel latte? Non lo so. Vale la pena leggerlo? Porca miseria!  È ancora attuale? Purtroppo è ancora una volta un sì, anche se è uno di quei libri che necessiterebbe di un bugiardino con relative indicazioni e controindicazioni e un bel virgolettato in copertina con su scritto: "non adatto agli imbecilli". Curiosità: il titolo è lo stesso dello pseudobiblion citato ...
Immagine
Jack London  Il popolo dell'abisso Oscar Mondadori "Di tutti i miei libri, quello che amo di più è Il popolo dell’abisso. Nessun altro mio lavoro contiene tanto del mio cuore e delle mie lacrime giovanili quanto quello studio della degradazione economica dei poveri.” Nel 1902 Jack London è già considerato un autore promettente, ha un buon contratto editoriale e una discreta tranquillità economica. Insomma, se ne potrebbe stare tranquillo nel suo studiolo affacciato sulla Baia di San Francisco a studiare, leggere e scrivere, godendosi le chiacchiere dei salotti mondani e la compagnia delle belle signore. Invece che fa? Armato di taccuino e kodak prende e parte, raggiunge la costa est degli Stati Uniti (nu mumento-mumento 5000 chilometri) e, tutt'altro che stanchino, si imbarca su una nave destinazione vecchio mondo. A Londra, non contento, si fa venire la brillante idea di spogliarsi delle sue vesti da signorotto borghese e come un novello San Francesco si immerge, lercio e...
Immagine
Bret Easton Ellis American Psycho Einaudi Editore Allora, in tutta onestà io non lo so come si fa a recensire un libro così, cioè non saprei proprio da dove cominciare, anche se cominciare dalla trama è sempre o quasi una buona idea perciò proviamo a fare così anche stavolta e vediamo che ne vien fuori. Dunque, Patrick Bateman vive a Manhattan, lavora a Wall Street, frequenta ambienti raffinati e selettivi, idolatra Donald Trump, si prende cura del suo aspetto, va regolarmente in palestra, ama gli abiti griffati, i ristoranti stellati, il David Letterman Show, le strisce di cocaina purissima. Un tipico yuppie degli anni '80, insomma, che, per chi ha visto Wall Street di Oliver Stone o letto Il Falò delle Vanità di Wolfe, non è difficile figurarsi. I suoi amici lo considerano il classico ragazzo della porta accanto, gli chiedono consigli sugli abbinamenti, sulle ultime tendenze, sui locali alla moda, persino sulla musica di cui si fregia di essere un esperto fruitore.  Patrick ha an...
Immagine
Tahar Ben Jelloun Creatura di Sabbia Giulio Einaudi Editore La storia di Ahmed è una storia di sofferenza, di tormento e di rifiuto, di una tardiva presa di coscienza e di un riscatto tentato e solo in parte riuscito.  Una storia sfumata nel mito e a cui ciascuna delle voci narranti del romanzo conferisce la sua quota di autenticità.  Ahmed è un non-essere, una creatura dannata che viene plasmata, volta per volta, dalle voci di chi la racconta, voci che le danno forma come le mani di abili artisti al lavoro sulla stessa scultura di sabbia.  La favola della bambina cui viene negata la propria natura ha la poesia e i profumi della notte araba, una notte velata dai vapori delle acque dell'hamman, attraverso i quali, come in un sogno, scorgiamo scampoli di vita arida, fatta di privazioni e di inganni, ma anche di scoperte e di rivelazioni, una vita che freme di desiderio, si contorce nel suo anelito di libertà, manda in frantumi gli specchi che le rimandano continuamente l'im...