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Visualizzazione dei post con l'etichetta Bottega Errante
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Renzo Brollo GLI ACQUANAUTI Bottega Errante Edizioni, 2025 Postfazione di Pietro Spirito Recensione di Roberto Maestri. Ci sono romanzi che potrebbero definirsi di fantascienza anche quando la fantascienza non è propriamente la cifra narrativa che li contraddistingue. Ne Gli acquanauti però, l’elemento fantastico affonda le sue radici nel reale, attraverso una storia che appare come surreale e invece ha un suo fondamento di verità. Ci sono poi presenze impalpabili, i fantasmi che forse ciascuno di noi si porta dentro, frutto di relazioni mai risolte, come nel caso del protagonista che cerca di ricostruire la figura del padre per mezzo della memoria di chi lo ha conosciuto. Una ricerca che lo porta a compiere un viaggio soprattutto in se stesso ma anche solcando mari sconosciuti. C’è poi la condizione invalidante data dalla malattia della madre del protagonista, la quale, nei suoi sprazzi di lucidità, sa fornire elementi utili alla ricerca spasmodica del figlio che è padre a sua volta d...
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Marco Niro Il predatore Bottega Errante Edizioni Recensione di Roberto Maestri. “C’era una volta, e c’è ancora, un paese di nome Cimalta, una manciata di case sfrontatamente addossate alla costa della montagna, novecentoventi metri sopra il livello d’un mare che alcuni dei suoi tremila abitanti non avevano mai visto.” Potrebbe sembrare l’incipit di una bella fiaba, ambientata in un contesto bucolico dove uomo e natura si integrano alla perfezione, non fosse per alcuni avvenimenti che arriveranno a sconvolgere la quieta routine di quel paese di montagna. E come spesso accade, realtà e fantasia si mescolano, in questo caso in maniera involontaria, in quanto è l’autore stesso ad ammettere che la storia contenuta in questo libro era stata pensata prima che le cronache drammatiche di questi ultimi tempi ricalcassero per certi aspetti alcune situazioni richiamate nel romanzo. Perché anche di questo si tratta. Ciò che avviene nella storia raccontata da Marco Niro solleva più di un problema le...
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Du š an Jelin č i č Gli eroi invisibili dell'Everest Bottega Errante Editore “ L'idea di scrivere questo romanzo mi è venuta al campo base dell'Everest, nel 1990, quando stavo bighellonando tra le tende degli sherpa per allentare la tensione prima del mio ultimo tentativo di salire in vetta. Mi ricordo che, osservando distrattamente gli sherpa che giocavano a dadi, fui travolto da un'energia spirituale talmente forte che ebbi l'impressione che si stesse avvicinando una tempesta. Per lunghissimi attimi mi sentii mancare la terra sotto i piedi e dovetto sedermi per non cadere. Tornai in fretta alla mia tenda ancora avvolto in quell'aura estatica che mi cingeva la testa come volesse trasmettermi qualcosa. Forse un avvertimento. Domani salirò la Dea madre dell'universo e nulla sarà più come prima.” Con queste parole Du š an Jelin č i č spiega come è nata l'idea di questo libro, scritto in realtà sei anni dopo quella spedizione, un romanzo che si può ben defi...
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Lorenza Stroppa Cosa mi dice il mare Bottega Errante Editore Avere un segreto significa essere un segreto. La parola negata, il silenzio imposto, gli occhi ostinatamente chiusi, le altissime e apparentemente invalicabili mura erette da volontà, intenzione, paura e rimorso mutano poco alla volta nel loro opposto, si fanno terra grassa e feconda, si fanno carne, divengono uomini e donne, copie, repliche dei loro custodi, guardiani essi stessi di ciò che dovrebbero mantenere taciuto, inespresso e che pur senza fiato emerge limpido nella postura dei corpi, nelle trafitture degli sguardi, in quell’agire d’ombra, schivo, colpevole, innaturale suo malgrado che finisce per attirare l’attenzione, risvegliare la curiosità, accendere il desiderio di conoscere proprio nel momento in cui si sforza di ottenere l’effetto contrario. Avere un segreto significa vivere all’interno di un invalicabile confine la cui sostanza è di volta in volta il tempo, un’ossessione da cui si viene fagocitati, un’attesa ...
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Semezdin Mehmedinović Me’Med, la bandana rossa e il fiocco di neve Bottega Errante Edizioni Me’med ha un infarto, a 50 anni, negli USA, dove si è trasferito circa 20 anni prima, con moglie e figlio allo scoppio della guerra in Bosnia, nel 1992. Me’med conserva un fortissimo accento straniero, subito evidente ai medici che faticano a pronunciare il suo nome per intero, e straniero per lui resta un mondo che l’ha sì accolto, ma dal quale si sente sempre diviso con quella spanna di distanza emotiva che fa la differenza. Me’med fatica a ricordare il suo presente e il suo passato, l’infarto gli gioca il brutto tiro della memoria confusa che rende il mondo quotidiano un estraneo, ma di giorno in giorno riemergono certezze e sensazioni, compresa la sorpresa di una normalità scandita in ogni gesto, che all’improvviso subisce un’eccezione, un imprevisto, un inceppo. La morte compare, un giorno, davanti a lui, ma se ne va richiudendo la porta, e lasciandogli tempo e modo per calmarsi dallo spave...
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Francesco Tomada, Anton Špacapan Vončina Il figlio della lupa Bottega Errante Edizioni “Due coni di luce fendono la bufera, facendo sembrare mosche nere i fiocchi di neve intercettati dal perimetro dei fari. L'autocarro SPA25 si apre la strada slittando nei solchi appena corrosi dal sale. Sobbalza la camionetta e sobbalzano i soldati, scuri, rattrappiti dentro le proprie ossa. Sguardi cupi, smarriti, incattiviti. Uno no. Uno si ostina a guardare la feritoia tra il montante di ferro e il telone mal agganciato sul retro della carlinga. Entra la neve da quella fessura, si incolla agli scarponi e alle caviglie di queste sagome intirizzite. Anche su di lui, che aspetta. Guarda gli altri che, a capo chino, rassegnati, sembrano proiettili in attesa di venir sparati da qualche parte, più tardi. Lui no. Lui pare diverso, fuori posto, quasi sprezzante. Da uno spiraglio della cerata guarda fuori lì dove i fari fanno luce. Dietro a sé, invece, l'autocarro trascina una cortina di buio. Così...
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Pedrag Finci Il popolo del diluvio Bottega Errante Edizioni Breve nota di agenzia: «A Madrid è giunto un gruppo di un centinaio di profughi di Sarajevo, in maggioranza di origine sefardita». Il popolo del diluvio è un racconto autobiografico e allo stesso tempo un saggio sullo sradicamento, un esilio imposto da una guerra incomprensibile come spesso sono le guerre, in un'Europa che si credeva immune, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, da conflitti che coinvolgessero popoli e nazioni al proprio interno. La guerra scoppiata agli inizi degli anni '90 nella ex Jugoslavia ha risvegliato dal torpore in cui era scivolata la parte occidentale del vecchio continente facendogli scoprire che il germe del nazionalismo e dell'odio etnico-religioso non era spento ma anzi germogliava a est fino a contaminare ampi spazi anche al di là delle sue frontiere orientali. Il racconto di Pedrag Finci è la cronaca di un esilio privilegiato, come lui stesso ammette, essendo docente di e...
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Dušan Jelinčič I fantasmi di Trieste Bottega Errante Edizioni “Trieste è una collana con tante perle, tutte diverse tra loro, ma ognuna con il suo fascino sempre nuovo. Ci sono tanti modi per scrivere la sua storia e descrivere la sua quotidianità. Io lo faccio attraverso i suoi fantasmi. Che sono tanti e formano un mosaico eterogeneo e attraente, sempre luccicante di riflessi nuovi.” Sono racconti brevi quelli di Dušan Jelinčič, triestino di lingua slovena e giornalista della RAI e ben introdotti dalle simpatiche illustrazioni di Elisabetta Damiani; racconti che mostrano più un aspetto di una città lasciata un po’ ai margini delle cronache di un’Italia troppo spesso avara di memoria. Leggendo questo libro sembra di passeggiare per le strade della città adriatica e passeggiando può capitare di incontrare James Joyce appena uscito dalla Pasticceria Caffè Pirona in Largo Barriera Vecchia, oppure un certo Aron Hector Schmitz, alias Italo Svevo a braccetto con la moglie Livia, o i campioni...