Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Jo March
Immagine
Camillo Boito Senso Nuove storielle vane Opposto Edizioni Recensione di Jo March. Si tratta di una raccolta di racconti di un autore del nostro Ottocento che non conoscevo, fratello del più noto librettista Arrigo. Si parte da un racconto che sembra quasi un esperimento che ricalchi le suggestioni provenienti da Edgar Alan Poe, "Un corpo", fino ad arrivare a "Senso", trasfuso nel celebre film di Luchino Visconti. Le storie, alcune narrate in prima persona e dalla forte impronta diaristica, altre dal narratore esterno, sono in genere ambientate in luoghi ben noti all'autore: Venezia, i paesi del lago Maggiore e delle montagne, Trento. La prosa è ricca, cesellata da tante descrizioni degli ambienti e della natura circostante tipiche della letteratura dell'epoca, che assumono un gusto pittorico, come vere e proprie pennellate che ci restituiscono tutto il fascino dei posti descritti, da gustare come un'ottima pietanza. La lettura consente di riavvicinarsi a...
Immagine
Francesca De Sio I fantasmi della polvere Monetti Editore, 2025. Recensione di Jo March. Questo romanzo segna il felice esordio letterario di una ventiquattrenne napoletana, che nutre da sempre la passione per la pasticceria e in particolare per la lavorazione del cioccolato. Coerente con la preponderanza di questo interesse, ha frequentato l' istituto alberghiero e ha subito vissuto più di un' esperienza lavorativa, ognuna delle quali è tratteggiata attraverso lo sguardo della protagonista del romanzo, la propria alter ego Franca Destini. Nomen omen: Franca cerca se stessa e si cerca attraverso la vita e attraverso il lavoro, che della vita è una delle principali fonti di gioia (in alcuni casi) e di preoccupazione (più spesso). Il lettore segue pertanto le vicende della giovanissima Franca, prima alle prese con un lavoro precario e con il conseguente sfruttamento del suo tempo, poi con un paio di scuole di formazione culinaria, e infine con ulteriori tre lavori, sempre nel cam...
Immagine
Giovanna Mozzillo  La signorina e l’amore  Marlin Editore Non esito a definire questo romanzo un capolavoro. L'ho riletto dopo vent'anni e la rilettura si è rivelata preziosa, comunicandomi con nuova chiarezza ciò che ricordavo bene, vale a dire che mi fosse assai piaciuto. Gli spunti sono tanti. Innanzi tutto, l'ambientazione tra il 1925 e il 1942, a Napoli. Una Napoli che non sta solo sullo sfondo della storia narrata ma ne è protagonista, con la sua bellezza ancora intatta, i suoi profumi, la luce, il mare, gli aromi del cibo, la decadenza di certi vecchi palazzi.  Poi, lo stile di scrittura: impeccabile e nello stesso tempo molto personale, riconoscibile come cifra dell'autrice, e anche agile, moderno, direi "parlato". Non solo i dialoghi sono gestiti con maestrìa e naturalezza ma tutto l'impianto è caratterizzato da frequenti frasi sincopate, che iniziano con parole ripetute, creando un insieme efficacissimo alla lettura, adatto a veicolare concetti ...
Immagine
Giovanni Tommaso Rovati L’accordatore di sogni Youcanprint Un romanzo delicato, dalla prosa scorrevole, piacevole, giocata sul filo dei ricordi di una famiglia, la cui potenza è incarnata plasticamente da un oggetto magico ed evocativo: un vecchio pianoforte inglese. Il pianoforte è in realtà il vero protagonista della storia, sempre presente in tutto il suo divenire, dall’inizio alla fine, insieme alle tante canzoni napoletane citate nel libro. Viene voglia, terminata la lettura, di riascoltarle tutte, dalla più antica (la splendida e immortale “Reginella”) fino a quella di Pino Daniele (“Alleria)”. Colpisce la capacità dell’autore di calarsi nei personaggi, anche quelli femminili, con la maestria dello scrittore provetto. Molto belle le pagine sulla storia d’amore tra Giovanni e Lucia, a metà anni Trenta, sullo sfondo dell’isola di Ponza, così ben descritta che pare di conoscerla anche a chi, come me, non c’è mai stata. “(…) Era la luce dell’amore, quel sentimento magico, irrazionale...
Immagine
Italo Svevo  Una burla riuscita  Delos Digital Questo racconto lungo offre un ulteriore spunto per conoscere l'autore. La vicenda presenta di certo un abbrivio autobiografico: il protagonista è un non più giovane scrittore, o meglio ex tale, Mario Samigli, che ha pubblicato un solo volume in gioventù; egli svolge un lavoro impiegatizio per mantenersi, senza però avere mai rinunciato a coltivare la speranza della celebrità. Vive con il fratello Giulio, ammalato, di cui si prende cura, leggendo per lui prima che si addormenti; continua a scrivere brevi favole, i cui i protagonisti sono dei piccioni.  Un personaggio che si potrebbe definire puro, soprattutto quando subìsce la burla che gli verrà rivolta da una persona insospettabile e a lui molto vicina.  Colpisce il fatto che nel racconto non sia mai menzionta alcuna donna ma evidentemente non ce n'era bisogno.  Impreziosiscono la narrazione le note che Svevo inserisce qua e là per dar conto del carattere di Mario...
Immagine
Matilde Serao Telegrafi dello Stato Alessandro Polidoro Editore Si tratta della novella di apertura del volume "Il romanzo della fanciulla", del 1886.  Ho trovato questa lettura deliziosa. Non vi è una vera e propria "storia", se non una - semplicissima - che lega un personaggio, dall'inizio alla fine. In realtà la novella è un ottimo esempio di narrazione corale. Trova chiara ispirazione nell'esperienza della Serao che, subito dopo gli studi, lavorò per tre anni ai telegrafi delle Poste Centrali di Napoli. L'ambientazione è realistica, all'interno di Palazzo Gravina di Napoli, ed è plasticamente possibile immaginare le ragazze intente al lavoro, sia nello stanzone che all'uscita dall'ufficio, dopo i turni di sette ore.  La Serao descrive benissimo il lavoro femminile di stampo "industriale" di fine secolo XIX, quando il telegrafo aveva rivoluzionato le relazioni tra persone lontane. Le giovani ausiliarie lavorano incessantemente, v...
Immagine
Ivan Turgenev  Padri e figli  Garzanti Questo scrivevo, nel 2014, su Padri e figli:  "Terminato in pochi giorni Padri e figli di Turgenev ... che dire , sapevo che era un capolavoro ma poi quando le storie le tocchi con mano comprendi i motivi per cui diventano immortali ! Come in questo caso ... una narrazione piena di contenuti e nello stesso tempo non ridondante , figure umane tratteggiate con maestria quanto a storia personale e caratteri , su tutti spicca quella di bazarov, il nichilista , colui che non crede ( o crede di non credere) in nulla ... un personaggio che a mio modo di vedere l 'autore identitifica come simbolo di una intera generazione di giovani dalle grandi ambizioni , che avrebbero voluto cambiare il mondo ... consigliatissimo per chiunque voglia accostarsi ad una storia solo apparentemente semplice ma in realtà intrisa di più di un significato" .  Alla seconda lettura, appena finita, mi sento non solo di confermare ma anche di approfondire quan...
Immagine
Marta Correggia  Il mio nome è Aoise  VandA Edizioni Il mio nome è Aoise, Marta Correggia, 2022, con la prefazione di Alex Zanotelli.  Questo è un libro da leggere.  In primo luogo perché è ben scritto, poi perché la storia trascina e si lascia leggere fino al termine con passione e, infine ("ultimo ma non ultimo"), perché affronta un tema sociale che spesso si preferisce ignorare.  La realtà in cui è immersa la protagonista, la giovane nigeriana Aoise, è quella dello sfruttamento organizzato della prostituzione, che esiste - eccome!- in moltissimi luogni del nostro paese, sfruttamento che a sua volta si serve di "manovalanza" il cui consenso il più delle volte è strappato con inganni e violenze.  L'autrice ci racconta che in certi contesti, che spesso liquidiamo frettolosamente nel pensiero, il "mestiere più antico del mondo" diviene di fatto una forma di riduzione in schiavitù.  Tanto i corpi quanto le menti delle ragazze vengono manipolati al punto ...
Immagine
Sally Rooney  Persone normali  Einaudi Mi è piaciuto. Un romanzo che si snoda tutto sulla relazione tra due ragazzi, dall'adolescenza fino alla giovinezza, Connell e Marianne.  Entrambi rivestono grande rilievo nel dipanarsi della scansione cronologica che, a distanza di mese in mese, con indicazione precisa per ciascun capitolo del periodo di tempo in cui ci si trova e frequenti flash back al loro interno, fornisce la cornice al racconto dei personaggi.  Tuttavia, la vera protagonista è Marianne: è come se Connell restasse comunque sullo sfondo; l'autrice mi è parsa tenere il focus della storia sulle motivazioni per le quali Marianne sia considerata da tutti, al tempo del liceo, una persona "strana" e da evitare e per cui, successivamente, assuma delle condotte autolesioniste e di sottomissione.  Il lettore le scopre man mano, queste motivazioni, senza che però su di esse aleggi alcun pathos, ma venendo svelate con naturalezza nel corso degli eventi, lasciando...
Immagine
Emile Zola Thérèse Raquin  Oscar Mondadori Ecco un romanzo che mi mancava, come la maggior parte dei libri di Zola. Mi ha catturato completamente, attivando quello spaesamento magico che tanto connota le belle letture: si vuole andare avanti, per sapere, perché sapere diventa urgente.  Zola, nella prefazione alla seconda edizione, lo precisò: si tratta di una indagine su due caratteri, quello di Laurent, impiegato di origini contadine, definito più volte "sanguigno" , e quello di Thérèse, giovane donna meticcia, a sua volta indicata come "insoddisfatta" .  Il mix che viene fuori diventa esplosivo. La passione tra i due deflagra, mentre il marito Camille, malaticcio da una vita, esangue, sostanzialmente asessuato, viene visto dal lettore con gli stessi occhi degli amanti: come un essere inutile, stupido, fastidioso.  La bravura dell'autore sta nel descrivere con grande abbondanza di particolari e con prosa avvincente tutto il percorso che conduce i due ad attrav...
Immagine
Fred Uhlman L'amico ritrovato Feltrinelli Questo è un celeberrimo racconto lungo, che ancora non avevo mai letto. È uno dei casi in cui il titolo fa parte sostanzialmente della storia; solo al termine della lettura ci si rende conto di cosa ha significato il "ritrovare" l'amico. Il tema è quello dell'amicizia adolescenziale, del tradimento o di ciò che si reputa tale, della forza dei legami, soprattutto di quelli che abbiamo vissuto in quella parte della nostra vita così delicata. Nella struttura e nelle ambientazioni mi ha ricordato un po' il Tonio Kr ö eger di Mann. Ci sono in molti passaggi proprio le incertezze,i tormenti, le domande cruciali e i tentativi di costruire sé stessi, tipici della giovanissima età. "Ora il problema fondamentale non era più la natura della vita, ma ciò che di questa vita, priva di valore e al tempo stesso preziosa, dovevamo fare. Come impiegarla? A che fine? E per il bene di chi, il nostro o quello dell'umanità ? Com...
Immagine
Jane Austen L' abbazia di Northanger Garzanti Dopo la lettura, si comprende che l'opera è la prima in cui la Austen ha dato vita a un vero e proprio romanzo, dopo i primi brevi scritti giovanili. La costruzione della trama tradisce le influenze rispetto alle stesse letture precedenti dell'autrice. La giovane Catherine Morland trascorre il periodo estivo a Bath insieme a una coppia di amici di famiglia senza figli che l' hanno invitata e da allora in poì la sua vita cambierà, perché sarà lei stessa a cambiare. Il tema centrale è quello della grossa influenza che nella fantasia giovanile possono scatenare determinati tipi di letture e in questa parte il pensiero non può che correre al capolavoro di Flaubert, Madame Bovary. Al termine del libro, la Austen dà anche conto di conoscere le regole della esatta composizione letteraria (oggi diremmo "scrittura creativa") quando, nel rivolgersi ai lettori, afferma di essere consapevole che le "regole della composizi...
Immagine
Emmanuel Carrère I baffi Adelphi Ecco un romanzo che lascia affascinati e interdetti, assolti nella lettura come se ci fosse una vera trama e nello stesso tempo distratti dal continuo chiedersi da quale parte sia la verità . Tutto nasce da una decisione improvvisa del protagonista (di cui non sapremo mai il nome, per tutto il corso della storia): quella di tagliarsi i baffi che non radeva da più di cinque anni. Da questa piccolo, insignificante progetto, realizzato con un certo timore, scaturisce l'incapacità di capirsi; Agnès, la moglie, non riconosce il cambiamento, non gli accredita realtà. La vita si capovolge, ciò che era vero non lo è più e ciò che appare falso diventa vero. Siamo trascinati nel gorgo del protagonista, tutta la narrazione è in "finta terza", l'autore si cala del tutto nel personaggio, ci riferisce le sue sensazioni, le sue paure e anche la sua rassegnazione. Noi "siamo" lui per 150 pagine del libro e con lui speriamo. Io l'ho letto...