Fiorella Frandolic Quando se ne andò l’infanzia Le Lettere Scarlatte Edizioni Recensione di Roberto Maestri. Poi il filo si scioglie dal piccolo dito e il palloncino vola via in alto, sempre più in alto veloce, fino a sparire dagli occhi. Quando se ne andò l’infanzia: già dal titolo sembra echeggiare un grido di dolore, ma se ci si addentra nei versi di Fiorella Frandolic, si scopre che non di dolore si tratta, bensì di consapevolezza, in quanto l’infanzia perduta non trascina con sé un fardello di malinconia inguaribile, ma piuttosto è portatrice della chiave per affrontare la vita adulta, dove le ferite, i silenzi, i dolori e le solitudini possono essere superati con la fiducia riposta in un vivere che fa tesoro delle cose che appartengono al quotidiano: il mare, il quale è immagine costante nelle riflessioni contenute nella silloge, o la vicinanza di persone care e significative che possono contribuire a ritrovare una parvenza di innocenza simile a quella dell’infanzia, supportata d...