Anthony Burgess


Arancia meccanica


Einaudi, 2005




- Allora che si fa, eh?

C'ero io, cioè Alex, e i miei tre soma, cioè Pete, Georgie, e Bamba, Bamba perché era davvero bamba, e si stava al Korova Milkbar a rovellarci il cardine su come passare la serata, una sera buia fredda bastarda d'inverno, ma asciutta. Il Korova era un sosto di quelli col latte corretto e forse, O fratelli, vi siete scordati di com'erano questi sosti, con le cose che cambiano allampo oggigiorno e tutti che le scordano svelti, e i giornali che nessuno nemmeno li legge. Non avevano la licenza per i liquori, ma non c'era ancora una legge contro l'aggiunta di quelle trucche nuove che si sbattevano dentro il vecchio mommo, cosí lo potevi glutare con la sintemese o la drenacrom o il vellocet o un paio d'altre robette che ti davano un quindici minuti tranquilli tranquilli di cinebrivido stando ad ammirare Zio e Tutti gli Angeli e i Santi nella tua scarpa sinistra con le luci che ti scoppiavano dappertutto dentro il planetario.





Anthony Burgess nacque a Manchester il 25 febbraio del 1917 come John (Jack) Anthony Burgess Wilson. Anthony Burgess può considerarsi uno pseudonimo: Anthony era il suo secondo prenome, Burgess il cognome della madre.

Dopo essere cresciuto tra le fuligginose case a schiera del Lancashire, frequentò lo Xaverian College. Da ragazzo scrisse poesie, ma la sua vera passione era la musica. La madre, Belle Burgess, era una cantante di varietà; il padre suonava il pianoforte nei cinema ai tempi del muto. Belle Burgess morì quando Anthony era ancora un bambino, e ad allevarlo fu la madrigna, figura grottesca in cui ci si imbatte in Inside Mr. Enderby. Bocciato a un esame, ad Anthony venne preclusa la possibilità di studiare musica all'università di Manchester, e perciò si iscrisse alla facoltà di Lettere. Prese parte alla Seconda Guerra Mondiale e lavorò per il Central Advisory Council for Forces Education in qualità di lettore e docente di letteratura. Come ufficiale istruttore del servizio coloniale, fu stazionato dapprima in Malesia e poi nel Borneo (1954-1960). Nel 1959 si trovava nel sultanato di Brunai quando i medici gli diagnosticarono un tumore al cervello, dandogli al massimo un anno di vita. Tornato in Inghilterra con la certezza di dover presto congedarsi da questo mondo, scrisse nell'arco di dodici mesi, uno dopo l'altro, ben cinque romanzi, tra cui Il dottore è ammalato e Il seme inquieto. Nel 1971 aveva già dato alle stampe diciotto romanzi, e nel 1993, anno della sua morte, il numero dei suoi libri ammontava a una cinquantina.

Burgess deve la sua fama al romanzo Arancia meccanica, da cui Stanley Kubrick ha tratto il suo capolavoro. L'opera scritta con un linguaggio inventato, mescolanza di gergo popolare londinese e di desinenze slave, suscita all'uscita opposte reazioni tra i critici, alcuni dei quali accusano l'autore di frivolezza linguistica e sensazionalismo, ma viene oggi riconosciuto come uno dei migliori romanzi inglesi degli anni Sessanta, uno studio serio del problema del male, delle colpe e delle responsabilità della società.

Tutti i libri di Burgess sono divertenti, rivelano un'immaginazione e un'erudizione fuori dal comune, sono costruiti con grande maestria e trasudano del suo profondo interesse per il linguaggio. Burgess descrive i conflitti di una società in fase di transizione e, da buon ammiratore di Joyce, non disdegna di usare neologismi coniati da lui stesso e nei suoi romanzi spicca la figura decadente, pigra e provinciale, ma essenzialmente tollerante e liberale, dell'uomo inglese. I suoi personaggi sono spesso maltrattati dalla vita, hanno perduto i punti di riferimento e non raramente vengono catapultati in una commedia di malintesi.

A Burgess si devono oltre trenta libri di narrativa e numerose sceneggiature (fra cui Gesù di Nazareth di Zeffirelli). Nella variegata attività di saggista ha pubblicato una ventina di volumi, fra cui (oltre a questa biografia di Hemingway) studi su Shakespeare, Joyce, Salman Rushdie e Isaac Bashevis Singer.

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