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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ugo Mauthe
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Paolo Di Paolo Romanzo senza umani Narratori Feltrinelli Recensione di Ugo Mauthe. Tutti abbiamo il diritto di scrivere la nostra recherche, senza la pretesa di misurarci con il monumento. Non sono certamente il primo a pensare che con la parola recherche s'individui un genere a sé, di cui fa parte, con un tocco di originalità, il recente Romanzo senza umani di Paolo Di Paolo. Ecco un bel romanzo contemporaneo che riprende un tema tradizionale, quello dell'esplorazione del passato attraverso la memoria, ma con una variante molto interessante. Il protagonista, Mauro Barbi, non ritorna sui luoghi della propria storia umana ma risponde a mail di quindici anni prima o digita numeri telefonici che non usa da anni e così facendo dà vita a incontri con la propria memoria dagli esiti imprevedibili con la scoperta di imprevisti punti di vista. Questa ricerca di persone che sono rimaste indietro rispetto alla sua vita ma che nel frattempo hanno vissuto la propria, anche dimenticandosi o ...
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Doriano Zurlo Con le parole si fanno miracoli Franco Cesati Editore Recensione di Ugo Mauthe. Doriano Zurlo, copywriter, musicista, docente di comunicazione, ha scritto un saggio splendido sulla forza, e la bellezza, della parola. Credo che l’abbia immaginato come testo dedicato ai copywriter, la categoria professionale cui appartiene e di cui a lungo ho fatto parte anch’io. Però è andato oltre l'alveo strettamente professionale. La scrittura di Zurlo è scorrevole e possiede un'efficace e piacevole proprietà di linguaggio, estranea a intellettualismi, difficilismi e saccentismi che pure la materia avrebbe consentito, tanto che anche i capitoli potenzialmente più ostici sono risolti con un garbo, intellettuale e culturale, elegante e raro. Se insegnassi ancora il mio mestiere consiglierei il suo libro: credo che chi accosti oggi la professione debba considerarlo imprescindibile. Ma, ripeto, Zurlo va oltre. Certo, è un saggio, tutto sommato di nicchia, denso di riferimenti, a vol...
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Matteo Melchiorre  Il duca  Einaudi Impressioni di lettura. Non so perché a suo tempo ho acquistato questo libro. Non ne sapevo nulla. C'era una gradevole proporzione pagine/formato, una copertina intrigante, un titolo minimale. L'ho iniziato e l'ho letto d'un fiato.  Ecco un romanzo eccellente e difficilmente classificabile. Non è una storia di commissari più o meno esistenzialmente sofferenti impegnati in difficili indagini. Non è una storia di formazione. E nemmeno un nuovo omaggio all'epopea della Resistenza o all’Italia del boom. Non è neanche un filosofico racconto sulla fatica del vivere o un semi senile andare a ritroso inseguendo un amore o un luogo del passato. Forse è alcune di queste cose – ci sono tracce sparse di molti “generi”, in effetti – ma la miscela che ne nasce ha un sapore particolarmente originale, secondo me. A partire dallo stile, che regala una lingua ricca, appagante, quasi d’altri tempi pur nella sua modernità, impreziosita da termini ar...