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Visualizzazione dei post con l'etichetta Simona Passerini
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 Stephen King L'istituto Sperling & Kupfer Una mattina entro al poliambulatoro della mia città per un prelievo del sangue.  Sono digiuna e "decaffeinata" come da richiesta e mezza addormentata come da routine.  Vengo accolta all'accettazione da un tipo serio, con i capelli scuri che sembrano incollati alla sua testa e dal taglio decisamente retrò (quello che una volta facevano i genitori agli allora bambini degli anni 70/80: porre una ciotola in testa al figlio e tagliare intorno al bordo. Et voilà il caschetto!). Gli occhiali squadrati dalla montatura fine e metallica vanno a rifinire un volto tondeggiante che stona con le labbra sottili.  Ripete sempre la stessa cosa: "Buongiorno.  Attenda il numero sul display.  Questo è il foglio con il PIN per il ritiro.  Può accedere tra circa 5 giorni.  'Clip' (rumore della spillatrice)  Arrivederci, buona giornata"  Mi metto seduta e lo guardo.  Sto pensando che assomiglia a qualcuno. Q...
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Vladimir Nabokov  Lolita  Adelphi "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta:..."  Quante volte avete cominciato a leggere questo libro?  Avete imparato a memoria l'incipit, sapete tutto su nascita, vita, morte e miracoli di Vladimir Nabokov.  Poi, scommetto che dopo 50 pagine - o poco più - avete mollato.  Quali sono le motivazioni?  È un libro tosto.  Quando è troppo, è troppo.  Quello è un pedofilo depravato.  Non si dovrebbero nemmeno pensare certe cose sulle bambine, figuriamoci dirle. Metterle per iscritto. FARLE!  No. Se vado avanti ancora un altro po', vomito. (scusate la parola)  Ma lasciatemelo dire: non sapete quanta poesia vi siete persi.  Sì è vero, alcune scene fanno inorridire, ma non per i termini espliciti con cui vengono descritte.  Anzi, il linguaggio usato è poetico, fine, elegante e mai volgare.  Ciò che gela il sangue è il pensiero di una ragazzina ...
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Stephen King  On writing - Autobiografia di un mestiere  Sperling & Kupfer  "Se avessi un nichelino per ogni persona che mi ha detto di voler fare lo scrittore ma «non avere tempo di leggere», potrei comperarmi una gran bella bistecca. Posso essere schietto? Se non avete tempo di leggere, non avete tempo (né gli strumenti) per scrivere. Tutto qui.  La lettura è il centro creativo della vita di uno scrittore. Io porto con me un libro dovunque vada e vedo che ci sono una quantità di occasioni per leggere qualche pagina. [...]  Le sale d'aspetto sono state fatte per i libri, lo sappiamo tutti. Ma lo stesso vale per il teatro prima dello spettacolo, le lunghe e noiose code a un qualsiasi sportello, e per quel luogo che sta in testa alla classifica di tutti noi: il cesso."  Verità. Pura e semplice verità.  Ho trovato questa lettura illuminante, con dei consigli da applicare non solo al mestiere dello scrittore ma un po' anche alla vita.  Interessa...
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Iuri Toffanin  Una pausa da me stesso  CSA Editrice  Lettera aperta all'autore  Caro Iuri,  Nella quaterna dei libri che leggevo tutti insieme, ho lasciato le considerazioni sul tuo romanzo per ultime (no Proust è 'na palla e non l'ho ancora finito).  Ciò che so di te, da quando ti ho scoperto nel Tinello (gruppo di cui entrambi facciamo parte), è che abiti in Baviera con la tua famiglia e insegni italiano, che in Italia svolgevi il ruolo di educatore, che ti piace assistere ai concerti, ami la musica e che stai per pubblicare il tuo quarto romanzo (se questo benedetto crowfunding su Bookabook funzionerà).  Mi ha colpita molto il tuo modo di scrivere schietto, ironico, intelligente e sincero.  Tra le tue pubblicazioni, ho deciso di leggere Una pausa da me stesso perché spesso e volentieri ne avrei bisogno pure io (di una pausa da me stessa): non leggo mai le trame, quindi accade che cominci a leggere "cose" di cui mi ha colpito il titolo, la coper...
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Philip K. Dick  Ma gli androidi sognano pecore elettriche?  Fanucci L'ho finito oggi. Molto bello anche se me lo aspettavo eccelso, piuttosto.  Il film Blade Runner è diverso, meno freddezza (più empatia?).  Qui ho avuto dall'inizio alla fine il "modulatore dell'umore" sintonizzato su "depressione autoaccusatoria", come Iran, la moglie del cacciatore di androidi. A me è partito in automatico, si vede che inconsciamente ne conoscevo il codice.  Dopo l'ultima guerra nucleare lo scenario è cupo, apocalittico: Marte e altri mondi sono stati colonizzati, la polvere radioattiva ha distrutto tutto. Flora e fauna sono estinti e la "palta" ricopre ogni cosa.  I pochi umani rimasti si differenziano dagli androidi (robot umanoidi di intelligenza superiore ma privi di sentimento - si suppone - ) esclusivamente per le emozioni e l'empatia. Ma anche per la capacità di prendersi cura di un animale domestico.  Ci sono società che producono animali ele...
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Domenico Dara  Breve trattato sulle coincidenze  Nutrimenti Edizioni Stamattina ho terminato la lettura del "Breve trattato sulle coincidenze" di Domenico Dara.  Lo avevo iniziato a settembre ma probabilmente non era il momento giusto perché nel frattempo mi sono letta IT, Lontano da Crum, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e ne ho iniziato un altro (poi vi dico).  Insomma mi sono trascinata dietro questo "breve" trattato di 365 pagine per due mesi e mezzo trovandolo, nella prima metà, solo a tratti interessante.  Ve lo dico, è un libro lento, NON noioso ma di faticosa lettura per via di intere frasi in dialetto calabrese.  È la storia del postino di Grifalco che ha un dono: riesce ad imitare la calligrafia di tutte le persone.  La solitudine lo porta a scrivere in un quaderno le coincidenze che accadono nella sua vita e ad "impicciarsi" bonariamente delle vicende degli abitanti della sua cittadina.  Aprendo per leggere le lettere che deve reca...
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Bahiyyih Nakhjavani. La donna che leggeva troppo BUR Rizzoli È stato un libro faticoso e che ha richiesto un bel po' di concentrazione, a sfondo storico, la realtà romanzata sulla condizione delle donne nella Persia (attuale Iran) del 1800 tra delitti, epurazioni e torture, analfabetismo femminile dilagante e obbligatorio se non si voleva essere considerate eretiche e quindi imprigionate e giustiziate. Solo l'uomo aveva il diritto allo studio, poteva avere più di una moglie e decidere della vita e della morte del prossimo. La poetessa di Qazvin fu una ribelle, fu colei che aprì la strada al cambiamento della condizione femminile. Era bella, era alla ricerca costante della verità, amava mostrarsi senza velo e confrontarsi con ragionamenti che tenevano testa alle discussioni con uomini di qualsiasi rango, siano essi prìncipi o religiosi. È stata una lettura che mi ha fatto molto riflettere sulla situazione attuale del medio oriente: la strada per l'emancipazione femminile è a...