Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Matteo Celeste
Immagine
Makoto Shinkai  Il giardino delle parole Star Comics Takao, adolescente che sogna di diventare uno stilista di scarpe, e Yukino, giovane donna in pausa dalla sua carriera, non si conoscono, ma sarà proprio in un giorno di pioggia, presso un giardino pubblico, protetti da un grande gazebo, che queste due vite così diverse, che si trovano ad affrontare condizioni e difficoltà differenti, instaureranno una connessione, perché ad accomunarli vi è il sentirsi in bilico, fuori posto, vi è l’esperienza del peso delle parole.  Ne “Il giardino delle parole”, scritto da Makoto Shinkai, e illustrato da Midori Motohashi, le cose tra i due protagonisti nascono dunque così, in modo del tutto spontaneo, e si legano a un tanka declamato per semplice capriccio al primo commiato da Yukino:  Rombi di tuono  echeggiano lontani  tra le nuvole.  Chissà, forse pioverà.  Tu resterai con me?  Sarà proprio la pioggia ad assecondare gli incontri fra Takao e Yukino, a far pr...
Immagine
Giorgia Valensin (A cura di)  Liriche cinesi  Einaudi In contrasto con la frenesia dei nostri tempi, la lettura di “Liriche cinesi”, antologia dell’antica poesia cinese curata da Giorgia Valensin, sentivo mi costringeva a un ritmo più rilassato, più posato, rispetto a quello quotidiano: la poesia richiede naturalmente che il lettore le dedichi molta cura; ma son stati soprattutto i versi di uomini e donne vissuti in epoche tanto lontane nel tempo e nello spazio, perduti nell’osservazione di sé, della realtà circostante e impegnati a contemplarne le linee, i tratti, le sinuose e variegate fattezze, ad avermi catturato; questi versi pieni, in una parola, di umanità, tracciati dal pennello infuso di questa loro sensibilità, mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo, mentre, risuonando col mio animo, mi perdevo io stesso a fantasticare, immaginando quei panorami e quei loro vissuti.  Attraverso le molte poesie di questo volume, onorato dalla prefazione di Eugenio Montale...
Immagine
Karl Bruckner  Il gran sole di Hiroshima  Giunti Editore Il libro del quale vorrei lasciarvi qualche impressione è “Il gran sole di Hiroshima” di Karl Bruckner.  Non credo si possa dimenticare che durante la Seconda Guerra Mondiale oltre ai più di sei milioni di ebrei che persero la vita per mano di disumani criminali, e che spesso, e giustamente, vengono ricordati, ci sono poi state innumerevoli altre vittime innocenti. È il caso, a esempio, di quelle che persero la vita nei terribili giorni del 6 agosto 1945 e del 9 agosto 1945 quando, rispettivamente sulle città di Hiroshima e Nagasaki, furono lanciate armi di distruzione di massa quali l’umanità non aveva mai avuto modo di vedere prima: le bombe atomiche. Ricordo, a latere, le parole del direttore scientifico del “Progetto Manhattan”, lo scienziato Julius Robert Oppenheimer, che ebbe rimorsi implacabili per ciò che avevano realizzato, e che disse, alla visione degli effetti del primo test nucleare (il Trinity test) co...
Immagine
Trung Le Nguyen  Magic fish. Le storie del pesce magico  Tunué Trovare un equilibrio… È quanto, in fondo, m’è parso cerchino i protagonisti – Helen e Tiến, madre e figlio – di questa «piccola storia» commovente raccontata nella graphic novel “Magic fish. Le storie del pesce magico” dell’artista vietnamita-americano Trung Le Nguyen.  Al centro della storia, che si dipana in tre tempi differenti (il passato, il presente e il tempo-non-tempo della fiaba), scanditi da tavole con cromie diverse, c’è una famiglia di rifugiati vietnamiti, di cui Tiến rappresenta la seconda generazione, che ha trovato negli Stati Uniti la propria nuova casa. La forte unione tra tutti i membri della famiglia, che si rispecchia per esempio nel momento di intimità familiare dato dal ritrovarsi per leggere, la sera, fiabe raccontate, con alternanza, dalle voci di Tiến e Helen, soffre tuttavia di aspetti di incomunicabilità legati alla lingua e alla mancata conoscenza di termini con cui dire, per mezz...
Immagine
Francesca Sanvitale  Madre e figlia  Einaudi Un giorno di primavera di diversi anni fa, in una pausa tra un corso universitario e un altro, mi sedetti su una panchina libera di un parco verdeggiante, che sotto il sole caldo e benefico giaceva placido e addormentato, della mia incantevole Torino. Ero andato lì per prendere un po’ di sole e per stare un po’ in mezzo alla natura, sebbene fossi in città; insomma, vi andai per rilassarmi. Del tutto imprevedibilmente, mi si avvicinò un’anziana signora che cortesemente mi chiese se potesse accomodarsi. Ovviamente, le dissi che non c’erano problemi, che avrebbe potuto sedersi, e così fece. In quel caldo pomeriggio, chissà mai perché – ancora me lo chiedo –, la signora mi chiese se avessi voluto ascoltare la storia della sua vita e incominciò a raccontarmela: di come, lei bambina, insieme alla sua famiglia, era fuggita durante la guerra in diverse città italiane; di come, da giovane donna, innamoratasi di un pugile conosciuto in Franci...
Immagine
Giselle Lucìa Navarro  Criogenia  Edizioni Ensemble Pezzo a pezzo, o dovrei dire piuttosto proiettile dopo proiettile, leggendo la raccolta di poesie “Criogenia” di Giselle Lucía Navarro, giovanissima poetessa cubana, riusciamo a ricostruire, attraverso un’analisi minuziosa delle sue esperienze, ciò che ha vissuto, ciò che, nonostante le abbia fatto del male – i “proiettili”, appunto –, non l’ha abbattuta, non l’ha vinta, per quanto, come scrive in “Un amore nasce anche se non vuoi”, «il proiettile arriva sempre a destinazione, / malgrado non ci sia una mano a premere il grilletto, / malgrado mutili il seme e distrugga tutto il possibile, / malgrado mi rifiuti, lo rifiuti e ti rifiuti».  È interessante far notare come la poesia della Navarro sia ricca di contrasti: se c’è morte, c’è anche vita; se c’è sofferenza, c’è anche gioia; se c’è un interno, c’è anche un esterno; se c’è un dentro, c’è anche un fuori; se c’è il singolo, ci sono anche i molti. Questi binomi creano u...
Immagine
Edith Sheffer  I bambini di Asperger La scoperta dell'autismo nella Vienna nazista Marsilio È in punta di piedi che cerco di articolare le mie impressioni sul libro di Edith Sheffer dal titolo “I bambini di Asperger – La scoperta dell’autismo nella Vienna nazista”, perché il tema è delicatissimo e anche perché le domande sulle quali ci porta a riflettere la Sheffer richiedono una certa “cautela” nel nostro tentativo di rispondere a esse, come semplici lettori, intendo.  Diciamo subito una cosa: l’autrice propone due tesi, da quello che ho potuto comprendere, interrelate fra loro.  In primis, intende sostenere una rivalutazione in negativo del dottor Hans Asperger, fino a qualche tempo fa visto come una figura che amorevolmente e con empatia si prendeva cura dei suoi piccoli pazienti, come emerge da certe fotografie, ad esempio, e che pareva si fosse “isolato” autonomamente durante il nazismo così da non avere nulla a che fare con esso. Dalla ricchissima documentazione st...
Immagine
Gore Vidal  Giuliano Fazi editore  Ci si chiede mai perché alcune figure storiche, una volta che si conosce di loro la vita, le opere, le gesta, parendoci allora impossibile non siano ricordate quanto se non più di altre, svaniscono nelle pieghe del tempo?  È ciò che è capitato all’imperatore Giuliano – dai cristiani definito Giuliano l’Apostata –, protagonista del romanzo storico “Giuliano” di Gore Vidal. Il romanzo storico, genere scelto da Vidal per raccontarne la vita, fu scelto «perché, quando si ha a che fare con epoche così lontane, si ricorre comunque in modo massiccio all’invenzione, come ha ammesso disinvoltamente anche Finley [Moses Isaac. Storico anglo-americano, esperto di storia antica]. Inoltre, senza l’immaginazione storica, anche la storia convenzionale è priva di valore. Infine, c’è l’emozione che si prova quando comincia a emergere uno schema.»  Chi è stato allora l’imperatore Giuliano? E che cosa ha fatto?  Giuliano faceva parte della glorios...