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Visualizzazione dei post con l'etichetta RobertoMaestri
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Pedrag Finci Il popolo del diluvio Bottega Errante Edizioni Breve nota di agenzia: «A Madrid è giunto un gruppo di un centinaio di profughi di Sarajevo, in maggioranza di origine sefardita». Il popolo del diluvio è un racconto autobiografico e allo stesso tempo un saggio sullo sradicamento, un esilio imposto da una guerra incomprensibile come spesso sono le guerre, in un'Europa che si credeva immune, dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, da conflitti che coinvolgessero popoli e nazioni al proprio interno. La guerra scoppiata agli inizi degli anni '90 nella ex Jugoslavia ha risvegliato dal torpore in cui era scivolata la parte occidentale del vecchio continente facendogli scoprire che il germe del nazionalismo e dell'odio etnico-religioso non era spento ma anzi germogliava a est fino a contaminare ampi spazi anche al di là delle sue frontiere orientali. Il racconto di Pedrag Finci è la cronaca di un esilio privilegiato, come lui stesso ammette, essendo docente di e...
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Giovanni Rinaldi C’ero anch’io su quel treno La vera storia dei bambini che unirono l’Italia Solferino Editore La Resistenza è stata raccontata più spesso dagli uomini, dai combattenti, e viene vista come parte e strascico di guerra, suo culmine e liberazione. “Le donne c’erano, operavano – anche combattendo, quando necessario –, accoglievano e nascondevano rifugiati, soldati, disertori, alleati, sbandati, resistenti. Trasportavano, come staffette, cibo, armi, messaggi, dispacci drammatici e lettere d’amore. Rimanevano sole con i vecchi e i bambini, sole a proteggerli, quando il nemico sfondava le porte delle loro case. E i due eroismi, quello della battaglia e del sangue e quello della forza nel mantenere salda la comunità aggredita, sono stati spesso contrapposti e ha prevalso quello più «maschile». Lungo è stato il cammino per raggiungere questo riconoscimento: del ruolo delle donne pari a quello degli uomini. O forse anche più lungimirante. Nel vedere e trovare, dopo la catastrofe,...
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MAURO COVACICH A PERDIFIATO LA NAVE DI TESEO. Mai titolo fu più azzeccato non solo per la trama che sviluppa ma anche per lo stile coinvolgente nel quale accompagna il lettore nella sua corsa verso la parola fine. Un romanzo fatto di allunghi veloci e riprese lente, cambi di ritmo e di passo proprio come se anche chi legge partecipasse alle sessioni di allenamento alle quali è sottoposta la squadra femminile di maratona della nazionale ungherese preparata da un allenatore italiano, un maratoneta triestino la cui carriera di atleta è in fase discendente per questioni di età e di prestazioni non proprio esaltanti. Sullo sfondo un disastro ambientale in atto c he ha per teatro una cittadina magiara al confine con la Romania, dove un impianto chimici si rende responsabile di uno sversamento di sostanze inquinanti, nello specifico cianuro, nelle acque del fiume che attraversa la regione. I vapori mefitici che appestano l’aria accompagneranno le vicende nelle quali si troverà coinvolto il no...