Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Iperborea
Immagine
Jón Kalman Stefánsson  La tua assenza è tenebra  Iperborea  Siamo in Islanda, un Paese soggetto a potenti fenomeni naturali: bianca di neve, nera di lava, blu di mare e poi il vento, il freddo, la notte e il giorno. La luce e il buio sono concetti netti che dividono l'anno in due momenti distinti, di morte e rinascita.  "La tua assenza è tenebra" è la storia dell'uomo, del suo essere umano e perciò soggetto a una moltitudine di sentimenti che gli fanno commettere errori, mancanze, colpe. E' la storia della sua vita in cui la felicità e l'infelicità si alternano; l'inganno e la menzogna si accompagnano alla sincerità e alla verità; la disperazione sfocia nella speranza; l'irresponsabilità abbraccia l'amore e poi il sacrificio.  Tutte le vicende narrate, le storie d'amore si definiscono soprattutto in rapporto alla ricerca di un equilibrio doloroso e forse irraggiungibile, fra il coraggio necessario per inseguire la propria felicità e il dolore ...
Immagine
Kader Abdolah  Un faraone d’Olanda  Iperborea Kader Abdolah, iraniano per nascita, viene considerato uno dei massimi autori viventi di lingua olandese, e vorrei partire dalla traduzione dall’olandese di Elisabetta Svaluto Moreolo, storica traduttrice di Kader Abdolah e da lui stesso più volte celebrata ed apprezzata. Quando un traduttore affronta molti testi dello stesso autore, si stabilisce fra i due un’affinità unica nel suo genere, dove la componente amicizia non potrebbe essere tale senza una singolare ricerca di un terreno comune, di una diversità che reciprocamente si arriva a comprendere fino a farne quasi uno specchio per entrambi. Questo libro raggiunge tale compiutezza, in un viaggio linguistico ed umano partito dal 2008 con la traduzione del primo libro di Abdolah, “Il viaggio delle bottiglie vuote”, quando, a detta dell’autore stesso, appena masticava un po’ di olandese. Eh sì, in letteratura càpita di imbattersi in questo tipo di miracoli. Evviva!  LA TRAM...
Immagine
Majgull Axelsson  Io non mi chiamo Miriam  Iperborea  Il giorno del suo ottantesimo compleanno, Miriam rivela un segreto. “ Io non mi chiamo Miriam”  Un fulmine a ciel sereno? Per gli altri, forse. Ma non per lei.  Lei ne ha portato il peso per anni senza mai dimenticare nemmeno un attimo di quel orrore. Del resto, chi potrebbe farlo?  Miriam vive a Nassjo piccola cittadina svedese ma i suoi pensieri sono rimasti lì, in quel campo di concentramento insieme a Malika, la rom che è riuscita a sopravvivere nonostante tutto.  Identità nascosta, come si nasconde la peggiore delle verità perché quando la posta in gioco è la sopravvivenza in un campo di concentramento, essere rom diventa la disgrazia nella disgrazia.  Umanità azzerata dal desiderio di uscirne vivi, perché nonostante tutto la vita resta il bene più prezioso. Non ci sono quasi più lacrime e nemmeno pietà per chi andrà a morire in un forno crematorio se ancora per una volta, quella sorte no...
Immagine
Jón Kalman Stefánsson Storia di Ásta Iperborea Posate subito quella matita! Jón Kalman Stefánsson è nato poeta e non ha dimenticato che la poesia è animale ostinato, in grado di scavare lunghe gallerie e far tana anche nella prosa, quindi, una volta terminato il libro, finireste per accorgervi che sono più le righe sottolineate di quelle rimaste bianche. “ Alcuni ricordano esattamente il giorno, perfino l’ora, il minuto, l’istante in cui la loro infanzia si è conclusa, e raramente è di buon auspicio. I più fortunati sono quelli per cui l’infanzia sfuma così lentamente da non sparire mai davvero: dentro di loro rimane sempre il bambino che sono stati.” Non mi credete... pazienza! Bene, adesso, posata la matita, posate anche il libro, a meno che non abbiate una certa idea di quello che siamo soliti chiamare letteratura, quella strana cosa che, secondo alcuni, dovrebbe renderci più sensibili. “ Allora la letteratura deve in primo luogo prepararci a morire, e non aiutarci a vivere meglio?”...
Immagine
Kader Abdolah La casa della moschea Iperborea "E' successa una rivoluzione, Faqri, questo non è solo un rovesciamento del potere politico, qui si è capovolto qualcosa nella testa della gente. Stanno succedendo cose che nessuno di noi avrebbe mai immaginato in una vita normale. La gente commetterà atrocità terribili. Guardati attorno, non vedi come sono tutti cambiati? Le persone sono quasi irriconoscibili. Non si capisce se si sono messi una maschera o l'hanno gettata." Kader Abdolah, autore del libro, è iraniano, ha dovuto lasciare il suo paese ed è rifugiato politico in Olanda. Da qualche anno cerca di far sentire la sua voce per mandare un messaggio al resto del mondo. Quello che l'autore narra, per bocca dei suoi protagonisti è uno spaccato di storia recente: la fine di un'epoca e l'inizio di quella che noi conosciamo. Da secoli la famiglia di Aga Jan, ricco mercante di tappeti, ha legato i suoi destini alla moschea di Senjan, nel cuore della Persia. L...