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Visualizzazione dei post con l'etichetta Paolo Vitaliano Pizzato
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Paolo Vitaliano Pizzato L'occaso Prospero Editore “ Potrei fuggire; in fondo non desidero nient'altro. Fuggire, voltare le spalle alle responsabilità, alla vita, ai fallimenti, allo stupefatto dolore che si prova per tutto il male che si è stati capaci di infliggere; allontanarsi dal golem d'ombra di quel rimorso impotente che impedisce di dimenticare ciò che si è fatto ma non può in alcun modo aiutare a rimettere le cose in sesto e lascia così, abbandonati a se stessi, in balia dello strapotere della colpa, senso ultimo del tempo.” Spesso il male di vivere ho incontrato, sembra parafrasare il protagonista de L'occaso, quinto romanzo di Paolo Vitaliano Pizzato, una lunga riflessione o forse un sogno, che percorre la mente del personaggio che ci accompagna nell'analisi di una vita del tutto normale, come tante e proprio per questo pervasa dall'inquietudine di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Scritto con stile fluido e privo di interruzioni, in un flus...
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Lorenza Stroppa Cosa mi dice il mare Bottega Errante Editore Avere un segreto significa essere un segreto. La parola negata, il silenzio imposto, gli occhi ostinatamente chiusi, le altissime e apparentemente invalicabili mura erette da volontà, intenzione, paura e rimorso mutano poco alla volta nel loro opposto, si fanno terra grassa e feconda, si fanno carne, divengono uomini e donne, copie, repliche dei loro custodi, guardiani essi stessi di ciò che dovrebbero mantenere taciuto, inespresso e che pur senza fiato emerge limpido nella postura dei corpi, nelle trafitture degli sguardi, in quell’agire d’ombra, schivo, colpevole, innaturale suo malgrado che finisce per attirare l’attenzione, risvegliare la curiosità, accendere il desiderio di conoscere proprio nel momento in cui si sforza di ottenere l’effetto contrario. Avere un segreto significa vivere all’interno di un invalicabile confine la cui sostanza è di volta in volta il tempo, un’ossessione da cui si viene fagocitati, un’attesa ...
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 Luigi Santucci  Il velocifero  Oscar Mondadori  La gioia quieta che la famiglia custodisce e alimenta; l’eccitato trasporto per l’altro che divampa in un rapporto d’amicizia che da curiosa affinità cresce fino a diventare quasi una fratellanza di sangue, un patto siglato per la vita per poi sprofondare, a causa dell’innata malvagità degli uomini , o forse per colpa della loro intrinseca debolezza, della loro naturale imperfezione, nel dolore sordo dell’odio trattenuto a stento, in un cocente desiderio di vendetta destinato a non farsi mai concretezza, a non mutare in azione, in fatto; la calda, onesta solidità degli affetti, che pure manca della forza sufficiente a scardinare silenzi, rivelare segreti, vincere egoismi; il valore del sacrificio personale, la nobile bellezza della lealtà alle persone e alle idee, e infine l’amore, che respira ovunque ma rimane inafferrabile e come un soggetto in continuo movimento non si concede all’obiettivo della macchina fotografic...
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Mircea Cartarescu Solenoide  Il Saggiatore   Il sogno infinito di Jorge Luis Borges (che altro non è se non il sogno di un sogno di un sogno) e l’infinità a un tempo illusoria e reale della sua biblioteca di Babele; la denuncia politica e sociale che, come in Gabriel Garcia Marquez, respira sottotraccia celata dall’iperbole, dall’immaginazione sfrenata, da una fantasia che a più riprese sconfina nell’allucinazione o più semplicemente nel racconto fantastico; l’enciclopedico conoscere di Thomas Pynchon che attraversa le centinaia di pagine dei suoi capolavori negli abiti dimessi di una nota a margine, di un dettaglio di colore in un descrizione minuziosa e perfetta, di un parentesi in un discorso-fiume e che pure rivela, all’occhio attento, ciò che davvero conta in quel che si sta leggendo; la prosa d’incubo di Franz Kafka, nella quale tutto ciò che è perversione della realtà si rivela essere realtà nella sua essenza, verità laicamente rivelata, impossibile da evitare e p...
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Ken Kesey A volte una bella pensata Black Coffee Edizioni “Alla fine di questa frase, partirete.. C’è un solo problema. La frase è lunga ottocento pagine. Abbiate pazienza. Ma alla fine partirete: garantito. State già partendo. Siete già lì. Avete messo un piede fuori. Come ‘fuori da cosa’? Da casa, da voi stessi, da tutto. Questa frase – questo libro immenso, in ogni senso – è una connessione stratosferica con quello che c’era prima e quello che è arrivato dopo, tra l’America degli anni Cinquanta e l’America degli anni Settanta, tra il passato e il futuro. È una cerniera spaziotemporale, un varco, e come tale contiene tutto il prima e tutto il dopo, ma contiene anche solo se stesso, come ogni libro: passaggio autonomo, confine a sé stante, fermo nel tempo e nella mente […]. Che cos’è il mattone che avete in mano? Che cos’è questa lunga frase che vi apprestate a leggere? […]. Ken Kesey immaginò il personaggio di un giovane studente universitario, Lee, che da New York torna in Oregon da...
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Emilio De Marchi Il cappello del prete Editore BUR La promessa, capolavoro di Friedrich Dürrenmatt, spiega come meglio non si potrebbe per quale ragione il giallo letterario classico e i suoi grandi eroi (da Auguste Dupin a Sherlock Holmes, da Hercule Poirot a miss Marple, da Philo Vance a Nero Wolfe, e l’elenco, naturalmente, potrebbe continuare a lungo) siano null’altro, a conti fatti, che una finzione. Splendida finché si vuole, certo, ma pur sempre una finzione. Cioè qualcosa che non ha nulla a che fare con la realtà. O meglio, che di fronte alla realtà è destinata a scomparire, dissolversi, morire, come la luce al calar delle tenebre. La ragione di questa inevitabile sconfitta non sta in qualche debolezza dei personaggi appena citati, il cui acume investigativo non è in discussione, bensì in quella quota di imprevedibilità intrinseca a tutto ciò che accade che neppure la più esatta delle analisi o la più puntuale delle ricostruzioni ha il potere di controllare (e se necessario eli...
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Robert Galbraith Il richiamo del cuculo Editore TEA Si può giungere alla verità eliminando l’impossibile e accettando la realtà di quel che  resta, per quanto improbabile possa apparire (seguendo in questo la lezione di Sherlock Holmes, il più infallibile tra i detective), oppure lo si può fare scegliendo la strada opposta, dunque revocando in dubbio, per nessun’altra ragione se non per la possibilità stessa di dubitare, ciò che sembra talmente evidente da non meritare messa in discussione alcuna. In entrambi i casi non è semplice giungere alla fine del cammino, ma se si comincia abbracciando l’ipotesi che una cosa non sia andata come tutti immaginano è come se ci si mettesse consapevolmente all’angolo, come se si cercasse appositamente il versante più ripido e accidentato della montagna da scalare. E questo è proprio ciò che fa il detective privato Cormoran Strike, un uomo a pezzi, ex soldato di grande esperienza, veterano della guerra in Afghanistan che dal fronte ha riporta...
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Paolo Vitaliano Pizzato La logica del mammifero – Storia di una madre Prospero Editore Se la logica del titolo è riferita alla sopravvivenza, essa è senz’altro legata alla relazione madre-figlio, lungo un cordone ombelicale che ciascuno dei due personaggi fatica a recidere. È questo il filo conduttore di questa storia, molto ben scritta da Paolo Vitaliano Pizzato: scrittore, blogger, suo il sito  ilconsigliereletterario.com , qui al suo secondo romanzo di cinque già pubblicati. Una storia che riguarda una madre, Clarissa, e il suo unico figlio, Lorenzo detto Cico, stretti in un rapporto teso, raccontato in prima persona da parte del ragazzo, in un arco tempo ampio che va dall’infanzia della madre sulla fine degli anni precedenti la seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri; una donna che già da bambina è costretta a vivere in un ambiente di povertà dai tratti dickensiani, fra violenze, soprusi e pratiche illegali, una condizione che segnerà per sempre la vita della donna la qua...