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Francesco Tomada, Anton Špacapan Vončina Il figlio della lupa Bottega Errante Edizioni “Due coni di luce fendono la bufera, facendo sembrare mosche nere i fiocchi di neve intercettati dal perimetro dei fari. L'autocarro SPA25 si apre la strada slittando nei solchi appena corrosi dal sale. Sobbalza la camionetta e sobbalzano i soldati, scuri, rattrappiti dentro le proprie ossa. Sguardi cupi, smarriti, incattiviti. Uno no. Uno si ostina a guardare la feritoia tra il montante di ferro e il telone mal agganciato sul retro della carlinga. Entra la neve da quella fessura, si incolla agli scarponi e alle caviglie di queste sagome intirizzite. Anche su di lui, che aspetta. Guarda gli altri che, a capo chino, rassegnati, sembrano proiettili in attesa di venir sparati da qualche parte, più tardi. Lui no. Lui pare diverso, fuori posto, quasi sprezzante. Da uno spiraglio della cerata guarda fuori lì dove i fari fanno luce. Dietro a sé, invece, l'autocarro trascina una cortina di buio. Così...