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Visualizzazione dei post con l'etichetta Sellerio
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Stanislaw Lem L'Invincibile (Niezwyciężony, 1964) Sellerio editore Palermo 2020 Recensione di Chiara Natoli. Questa non è una recensione, non può esserlo, perché parlare di qualcosa scritto da Lem è parlare della Fantascienza stessa, quella con la F maiuscola. Per cui semplicemente parlerò di questo libro, che inizialmente mi aveva un po’ preoccupata, temevo fosse uno di quei libri belli ma impegnativi, e invece… una volta iniziato è stato amore assoluto. Sul pianeta Regis III della costellazione della Lira, ai margini della Galassia e considerato morto da milioni di anni, è scomparso l’incrociatore galattico Condor. Vi è atterrato l’anno precedente e da allora nessun messaggio è arrivato sulla terra. Viene perciò inviata l’astronave gemella, l’Invincibile, con il compito di rintracciare l’astronave ed il suo equipaggio. Si tratta una storia da fantascienza “classica” passatemi il termine: un'astronave, un pianeta sconosciuto e qualcos'altro. L'inizio è lento, non credo...
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Penelope Fitzgerald La casa sull’acqua  Sellerio Recensione di Roberto Maestri. Ci sono romanzi che nascono con l’intento di raccontare dei personaggi e le loro storie e finiscono per descrivere un elemento che si impone pur rimanendo sullo sfondo e che di fatto prende il sopravvento sulle vicende che si vogliono narrare. È il caso de La casa sull’acqua, dove si narra della vita di un gruppo di persone che vivono a bordo di houses boat ancorate sul Tamigi a Londra. Ma il personaggio che più emerge, è il caso di dirlo, è proprio il fiume londinese, influenzato dalle maree e dai suoi capricci, che di fatto condizioneranno in maniera tutt’altro che marginale le vicende di questa micro comunità mentre cerca di trovare un’alternativa di vita al di fuori di canoni consueti. Siamo nel pieno della Swinging London, il movimento nato nella capitale britannica attorno agli anni ‘60, quella Londra beat che avrebbe lanciato da lì a poco i modelli culturali giovanili che caratterizzeranno l’inte...
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Andrea Molesini  Non tutti i bastardi sono di Vienna  Sellerio Ho letto critiche negative su questo libro, mentre io l'ho trovato bello, coinvolgente e scritto molto bene.  Si tratta di un romanzo storico, ambientato tra il 1917-1918, periodo finale della Grande Guerra, precisamente dell'invasione dell'esercito austriaco nella zona orientale del Piave, dove agli abitanti di quei luoghi furono requisite le case e non solo, e ridotti alla fame.  Molesini si è avvalso di numerose letture, tra cui alcuni preziosi diari, come "Diario dell'invasione" scritto da una sua ava.  Quindi i fatti sono reali, i personaggi arricchiti di fantasia.  Villa Spada, nei giorni della disfatta di Caporetto, diventa dimora del comando austriaco, insieme alle persone che vi abitano, uomini e donne che si vedono la vita stravolta, divenendo ospiti scomodi e non più proprietari, ma persone di tanto orgoglio e di grande coraggio che, aprendo o chiudendo le imposte delle finestre...
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John T. Sladek  Il sistema riproduttivo  Sellerio Difficile operazione quella di presentare un libro come Il sistema riproduttivo di John T. Sladek: tanto per cominciare bisogna abbandonare qualsiasi velleità razionale nel comprendere una trama che ricorda quei piccoli ciondoli costituiti da fili intrecciati che chiamavamo scoby doo, che chi ha sulle spalle qualche lustro come il sottoscritto, certamente ricorda. I personaggi sono interconnessi tra loro ma seguono percorsi autonomi e non è detto che si incontrino spesso, anzi quasi mai fra loro, se non per evocazione. Ciascuno segue una sua linea narrativa che si interrompe alla fine di ogni capitolo e il povero lettore si deve accontentare di aspettare che il personaggio lasciato in balia degli eventi, ricompaia magari dieci capitoli più avanti. Se non fosse stato scritto nel 1968, verrebbe da pensare che lo schema narrativo è ricalcato sullo stile delle serie televisive molto in voga ai giorni nostri, dove le situazioni rim...
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Fabio Stassi  Uccido chi voglio  Sellerio Dopo La lettrice scomparsa  (2016)  e  Ogni coincidenza ha un'anima  (2018), incontriamo Vince Corso - il bibloterapeuta che cura i mali dell’anima attraverso i libri - in una nuova intrigante avventura. Questa volta il nostro amico si ritroverà coinvolto in una serie di efferati omicidi, apparentemente privi di spiegazione, che gli faranno correre il rischio di trasformarsi da inquisitore a inquisito. Partiamo, prima di tutto, da un rapido accenno della trama.  Il counselor letterario Vince Corso non appare in gran forma: la fidanzata Feng lo ha lasciato ed è partita per la Cina, il suo appartamento è stato devastato da ignoti, la sua moto rubata e il suo amato cane Django avvelenato. Com'è arrivato a questo punto? Per comprenderlo, dobbiamo fare qualche passo all'indietro.  Tutto è cominciato nel momento in cui Vince ha ricevuto un biglietto proveniente dal carcere di Regina Coeli da parte di un ergastolano di nome Queequeg...
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Francesco Recami Il segreto di angela Sellerio Angela, insegnante di lettere in un liceo, è sposata con Gianni e ha una figlia adolescente, Giulia. La sua vita si divide stancamente tra la famiglia ( che le dà ben poche soddisfazioni), il lavoro (che le dà zero soddisfazioni) e la cura dell'anziana mamma e della suocera, che ricadono entrambe su di lei. Questo fino a che Raniero, un suo alunno particolarmente antipatico, viene rapito: qualche giorno prima aveva scritto un tema che, secondo Angela, potrebbe contenere degli indizi importanti per le indagini in corso. Quando decide di parlare del tema agli inquirenti, Angela non sa ancora che si è innescata una spirale che la condurrà a vivere una folle avventura da cui uscirà completamente trasformata.... Nel terzo romanzo della serie sulla casa di ringhiera, finalmente Amedeo Consonni trova il tempo di leggere il famoso quaderno affidatogli dalla compagna Angela. Quello che per il tranquillo ex tappezziere pensionato è solo frutto d...
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Jung-myung Lee Buio in sala Traduzione dal coreano di Benedetta Merlini Sellerio Come per tutti i grandi romanzi (e questo di certo lo è!), molti sono i contenuti, ognuno con un suo peso, e già il titolo prelude ai temi dell’ambiguità, su cui si gioca l’intera trama: il buio in sala può essere quel momento magico che precede l’inizio dello spettacolo, ma può indicare anche la desolazione di una sala spenta e di un palcoscenico chiuso. Apertissimo è invece lo spazio lasciato alla profonda cultura personale dello scrittore, una cultura mai supponente, ben salda in una posizione solida di aiuto e sostegno nel vivere quotidiano, come si addice alla cultura vera. Libro bellissimo, questo, anche grazie alla perfetta traduzione di Benedetta Merlini. POCHI PERSONAGGI PER UNA TRAMA COMPLESSA Nella Corea degli anni ’80, l’investigatore Kim Kijoon, con un mandato straordinario del suo Supervisore, insegue Choi Minseok, il capo delle rivolte continue e violente degli studenti in un contesto storic...
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Graham Greene Una pistola in vendita Sellerio “A noi preme soltanto il bordo vertiginoso delle cose”. In questi versi di Robert Browning, Graham Greene, quarto di sei fratelli in una rigida famiglia inglese primonovecentesca, amava ritrovare la tinta di fondo del suo pensiero letterario, un fil rouge ricorrente e ciclico, inquieto e destabilizzante, retaggio di un’esistenza trascorsa per gran parte a destreggiarsi in equilibrio precario su un destino scivoloso: la traumatica formazione collegiale, il tentato suicidio, il bastone paterno, il folgorante ma effimero abbraccio agli ideali comunisti e il definitivo rifugio nei credo cattolici marchiano il romanziere di Berkhampsted a tal punto da indirizzarne l’attenzione verso le contraddizioni dell’essere e i pantani limacciosi che infangano le coscienze. Drammaturgo, critico, sceneggiatore e addirittura agente segreto agli ordini di Sua Maestà Britannica, depositario di unanime plauso accademico grazie a lavori di stampo sociale che gli ...
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Clara Usón La figlia – Titolo originale: La hija del Este Traduzione dallo spagnolo di Silvia Sichel Sellerio Editore “Arrivando a Srebrenica dalle colline che la circondano predomina il verde, quasi che la natura si ostini a cercare di cancellare le tracce dell’orrore umano. Ma, avvicinandosi, gli occhi percepiscono qualcosa di sbagliato in quel verde, qualcosa di artefatto. Sono le millenovecentotrentasette lapidi verdi del cimitero di Potočari, inaugurato da Clinton nel 2003. Le lapidi mostrano un numero di riconoscimento, e più in basso altri numeri: date di nascita e di morte, a ricordarci come dalla furia omicida dei serbi di Bosnia non si siano salvati neppure i bambini e gli anziani. Sotto di esse l’erba comincia a spuntare, ma i tumuli sono ancora spogli e ben visibili. C’è molto spazio intorno, e servirà per accogliere altri seimila corpi, che dovrebbero concludere qui un viaggio iniziato dalla fabbrica che s’intravede appena oltre il cimitero, e che li ha portati in una dell...