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Visualizzazione dei post con l'etichetta Adelphi
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Elias Canetti Il gioco degli occhi Storia di una vita (1931 – 1937) Edizioni Adelphi Recensione di Roberto Maestri. Terza e ultima parte dell’autobiografia di Elias Canetti, la parte della sua maturità personale e creativa. Sono gli anni infatti in cui lo scrittore stende la versione definitiva di Auto da Fé contemporaneamente a un dramma teatrale che legge di fronte a uditori selezionati nei salotti viennesi. Il furore creativo predomina nell’animo dell’autore, il quale esprime tutta la sua forza in queste audizioni pubbliche dove difficilmente gli spettatori, favorevoli o meno, certamente non ne escono indifferenti. Il salotto principe di queste esibizioni è quello di Anna Mahler, figlia del grande musicista Gustav, dove si respira il fermento della cultura viennese di quegli anni, la letteratura di Robert Musil, le teorie di Sigmund Freud, la musica di Alban Berg, gli artisti della Secessione. Canetti trova un suo spazio all’interno di tutto questo, pur essendo ancora nient’altro ch...
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Elias Canetti. Il frutto del fuoco Storia di una vita (1921 – 1931) Adelphi Edizioni Recensione di Roberto Maestri. Seconda parte dell’autobiografia del premio Nobel per la letteratura Elias Canetti. Sono gli anni della formazione del nostro protagonista, il decennio di passaggio dall’adolescenza alla giovinezza, preambolo di quell’età matura che farà di lui una delle menti più lucide del Novecento. Sullo sfondo le immagini di un Europa uscita da un conflitto devastante dal quale le antiche potenze centrali, a seguito della sconfitta, faticano a riprendersi. È un’Europa in profonda trasformazione quella che vede crescere il giovane Elias, ricca di fermenti sociali e reazioni violente, una fase storica che getterà le basi per i conflitti futuri, dove anche il mondo culturale riveste un duplice ruolo di stimolo e vittima dei totalitarismi che si stanno affacciando sulla scena. Il soggiorno tedesco di Canetti risente di questa situazione precaria, l’inflazione galoppante, l’economia disas...
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Elias Canetti La lingua salvata Storia di una giovinezza Edizioni Adelphi Recensione di Roberto Maestri. Leggere un’autobiografia comporta la stessa attenzione che si manifesta quando entriamo per la prima volta nella casa di qualcuno. Entriamo in questa casa quasi timorosi, guidati dal nostro ospite il quale ci mostra la sua abitazione descrivendone le stanze una a una. In questo caso, gli ambienti della giovinezza di Canetti si traducono nelle oltre mille pagine dei relativi tre volumi dell’edizione Adelphi, e qui lo sforzo del lettore diventa quasi un’impresa epica facilmente superabile grazie allo stile narrativo che rende appassionante la trama. I tre libri, pur se pubblicati separatamente e autonomi fra loro, necessitano a mio avviso di una lettura conseguente, impegnativa certo, ma che ripaga il lettore accompagnandolo nell’immersione in un mondo intriso di quella cultura mitteleuropea così significativa nello sviluppo della letteratura occidentale del Novecento. Il primo volume...
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Han Kang La vegetariana Adelphi «È tutt'altro che un'opera ascetica: è un romanzo pieno di sesso ai limiti del consenziente, di atti di alimentazione forzata e purificazione – in altri termini di violenza sessuale e disordini alimentari, mai chiamati per nome nell'universo di Han Kang ... Il racconto di Han Kang non è un monito per l'onnivoro, e quello di Yeong-hye verso il vegetarianesimo non è un viaggio felice. Astenersi dal mangiare esseri viventi non conduce all'illuminazione. Via via che Yeong-hye si spegne, l'autrice, come una vera divinità, ci lascia a interrogarci su cosa sia meglio, che la protagonista viva o muoia. E da questa domanda ne nasce un'altra, la domanda ultima che non vogliamo davvero affrontare: “Perché, è così terribile morire?”».  «THE NEW YORK TIMES»  Recensione di Piergiorgio Vigliani.  Pur avendo vinto un premio di assoluto rilievo come il Man Booker International Prize e ora il Premio Nobel 2024 per la Letteratura, questo roma...
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Guido Ceronetti  Messia  Edizioni Adelphi, 2017  Recensione di Roberto Maestri. Un piccolo saggio sull’attesa, analizzata con le parole della letteratura, della poesia, della religione e della filosofia; l’attesa vissuta come condizione umana di quell’elemento salvifico che non necessariamente è identificato con il Salvatore della tradizione giudaico cristiana ma altrettanto presente in diverse culture e religioni. Anche per questo, nonostante le apparenze, non è un libro religioso in senso teologico, è più un antologia di testi brevi e frammenti raccolti dall’autore il quale ammette fra l’altro, di non percepire il tema con particolare calore, sono parole sue, ma di sentirlo comunque centrale e sigillato come l’ombelico, dal momento che, sempre a suo dire, si è nel messianico finché si è nell’umano. Autori come Dostoevskij, Buber, Kafka, Rimbaud, Eraclito o Isaia e lo stesso Ceronetti con i versi di alcune sue poesie, tracciano il sentiero dell’attesa solcando le pagine...
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Roberto Calasso  Cento lettere a uno sconosciuto  Adelphi  Recensione di Roberto Maestri.  “Osserviamo un lettore in libreria: prende in mano un libro, lo sfoglia – e, per qualche istante, è del tutto separato dal mondo. Ascolta qualcuno che parla, e che gli altri non sentono. Accumula casuali frammenti di frasi. Richiude il libro, guarda la copertina. Poi, spesso, si sofferma sul risvolto, da cui si aspetta un aiuto. In quel momento sta aprendo – senza saperlo – una busta: quelle poche righe, esterne al testo del libro, sono di fatto una lettera: la lettera a uno sconosciuto.”  “Madamina il catalogo è questo!” potrebbe essere il sottotitolo di questo libro considerato fra i più pericolosi che io abbia mai letto. Pericoloso in quanto rappresenta un sistematico invito ad acquistare e leggere quanti più libri vengono citati fra quelle pagine, in un susseguirsi di consigli letterari accattivanti e insoliti, libri editi nell’arco di ben quarant’anni dalla prestigio...
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Geoges Simenon Il Mediterraneo in barca Adelphi Recensione di Roberto Maestri.  “Il Mediterraneo è… Il Mediterraneo è…Il Mediterraneo è…” Inizia con queste frasi sospese la crociera che il creatore del commissario Maigret intraprende alla metà degli anni Trenta su una barca a vela con l’intento di scrivere un reportage di viaggio. E sarà proprio l’impossibilità di completare quella descrizione a fare da filo conduttore al racconto che ne verrà fuori. Perché il Mediterraneo, pur essendo visto a volte come un bacino rispetto ai maestosi oceani, rimane un mare indefinibile: per la varietà di culture che si affacciano sulle sue sponde, per la parte che ebbe e ha tuttora la Storia dell’Occidente e che qui vide il suo principio, per le ricchezze naturali che riesce a offrire, per il carattere delle sue genti, così uguali e al tempo stesso così differenti fra loro. “Perché il Mediterraneo non è soltanto l’acqua trasparente e pulita delle spiagge. È anche…”  Ancora puntini di sospen...
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Henri-Pierre Roché Jules e Jim Adelphi Recensione di Piergiorgio Vigliani. Una grande delusione! Adoro Truffaut ed ho sempre considerato “Jules e Jim” uno dei suoi migliori film (oltre che uno dei migliori lungometraggi di sempre). Il libro da cui è stato tratto, però, non riesce a proprio a carburare... Ho trovato questo romanzo veramente tedioso, al limite dell’umana sopportazione. Il tema - interessante e, all’epoca, molto in anticipo sui tempi – del “triangolo amoroso” viene descritto in maniera banale, con una scrittura quasi elementare. Pagina dopo pagina, Roché non riesce nell’intento di catturare l'attenzione del lettore, che rimane invischiato in un’assurda girandola di intrecci amorosi (sfido chiunque a ricordarsi almeno il numero degli uomini con cui Kathe tradisce Jim o, viceversa, il numero delle donne con cui Jim le rende pan per focaccia). La vicenda è descritta in maniera eccessiva e ridondante, con una narrazione un po’ troppo frammentaria, incapace di seguire l...
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Fabio Bacà Nova Adelphi Una tranquilla famiglia dell’alta borghesia: Davide, protagonista, neurochirurgo e viceprimario; Barbara, la moglie, logopedista, vegana. Il figlio adolescente, Tommaso, timido, appassionato di astronomia, alle prese col primo amore. Una bella casa costruita con tutti i crismi della bioedilizia. Un cane, due gatti.  Questa tranquilla routine è turbata da piccoli ed apparentemente insignificanti episodi. Il vicino di casa e le sue velate minacce, il primario e i suoi piccoli dispetti, l’aggressione subita dalla moglie in un ristorante da parte di un ubriaco, alla quale Davide non ha il coraggio di reagire.  A difesa di Barbara interviene uno strano personaggio, Diego, una sorta di monaco zen, che, poco a poco, diventa amico di Davide e gli apre orizzonti completamente nuovi. Diego sostiene, infatti, che l’uomo abbia dimenticato il potere della violenza; la subisce, ma non la sa padroneggiare.  “La società moderna reprime gli istinti che non comprend...
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Anna Maria Ortese  Il mare non bagna Napoli  Adelphi Il mare non bagna Napoli è una raccolta di racconti della scrittrice Anna maria Ortese, raccolta che vinse nel 1953 il Premio Viareggio per la narrativa. Questa raccolta contiene i seguenti racconti:  - Un paio di occhiali  - Interno familiare  - Oro a Forcella  - La città involontaria  - Il silenzio della ragione  I primi due sono racconti letterari, mentre i rimanenti tre sono veri e propri reportage giornalistici vissuti dalla stessa autrice.  Ho amato molto il primo racconto, la storia di questa bambina quasi cecata che va con la zia a comprarsi un paio di occhiali e la meraviglia che la avvolge quando finalmente vede tutto, in maniera nitida, il mondo che la circonda. Ma essendo la prima volta che porta gli occhiali inizia a girargli la testa e quasi sta per svenire.  Nel secondo racconto, Interno familiare, la protagonista è Anastasia Finizio la quale mantiene la sua famiglia e n...
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Robert Walser La passeggiata Adelphi Accompagnare Walser in questo capolavoro di passeggiata è stato per me un enorme piacere perchè lo stupirsi, l'entusiasmarsi davanti a un fiore, a un albero, a una nuvola, alla natura che ci circonda o all'intimità di una casetta di montagna è ciò che provo nelle mie passeggiate. Ma questa passeggiata è qualcosa di più e Walser lo spiega al funzionario delle imposte "Le prolisse passeggiate mi ispirano mille pensieri fruttuosi, mentre rinchiuso in casa avvizzirei e inaridirei miseramente. L'andare a spasso, non è per me solo salutare, ma anche profittevole, non è solo bello ma anche utile. Una passeggiata mi stimola professionalmente...Ogni passeggiata è piena di incontri, di cose che meritano di essere viste, sentite. Di figure, di poesie viventi..." La passeggiata, in fondo, è un'allegoria della vita, un invito appunto a non perdere la capacità di stupirsi, come un bambino, di fronte alla varietà del mondo, nonostante le ...
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Vladimir Nabokov  Lolita  Adelphi "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta:..."  Quante volte avete cominciato a leggere questo libro?  Avete imparato a memoria l'incipit, sapete tutto su nascita, vita, morte e miracoli di Vladimir Nabokov.  Poi, scommetto che dopo 50 pagine - o poco più - avete mollato.  Quali sono le motivazioni?  È un libro tosto.  Quando è troppo, è troppo.  Quello è un pedofilo depravato.  Non si dovrebbero nemmeno pensare certe cose sulle bambine, figuriamoci dirle. Metterle per iscritto. FARLE!  No. Se vado avanti ancora un altro po', vomito. (scusate la parola)  Ma lasciatemelo dire: non sapete quanta poesia vi siete persi.  Sì è vero, alcune scene fanno inorridire, ma non per i termini espliciti con cui vengono descritte.  Anzi, il linguaggio usato è poetico, fine, elegante e mai volgare.  Ciò che gela il sangue è il pensiero di una ragazzina ...
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Curzio Malaparte Coppi e Bartali  Adelphi “Mi hanno sempre affascinato, nella vita degli assi del ciclismo, il loro precoce senso di predestinazione. Fin dalla più tenera infanzia, sanno che un giorno diventeranno campioni. Hanno dei sogni, delle visioni. Già all’età di sei, otto o dieci anni, ciascuno di loro sa che diventerà un fuoriclasse, e che un giorno vincerà la Milano-Sanremo, il Giro d’Italia, la Parigi-Roubaix, Il Tour de France, una Sei Giorni. Ciascuno di loro, all’età di sei, otto anni, sa già che avrà un rivale, un nemico fraterno. Ogni Oreste, prima ancora di inforcare la prima bicicletta, sa già che avrà il suo Pilade. Ogni Girardengo sa che avrà il suo Ganna, ogni Binda il suo Guerra, ogni Bartali il suo Coppi.”  È innanzitutto un atto d’amore verso il ciclismo questo libro di Curzio Malaparte pubblicato in Francia nel 1949 e commentato da par suo da uno dei più grandi narratori di ciclismo recentemente scomparso, quel Gianni Mura che fece dei reportage sul To...