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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia
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Intervista all'autore:  Roberto Maestri I versi che non ho scritto Le Lettere Scarlatte Edizioni 2026 a cura di Tiziana De Guarrini e Simone Collura Diffusione Europea  
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Fiorella Frandolic Quando se ne andò l’infanzia Le Lettere Scarlatte Edizioni Recensione di Roberto Maestri. Poi il filo si scioglie dal piccolo dito e il palloncino vola via in alto, sempre più in alto veloce, fino a sparire dagli occhi. Quando se ne andò l’infanzia: già dal titolo sembra echeggiare un grido di dolore, ma se ci si addentra nei versi di Fiorella Frandolic, si scopre che non di dolore si tratta, bensì di consapevolezza, in quanto l’infanzia perduta non trascina con sé un fardello di malinconia inguaribile, ma piuttosto è portatrice della chiave per affrontare la vita adulta, dove le ferite, i silenzi, i dolori e le solitudini possono essere superati con la fiducia riposta in un vivere che fa tesoro delle cose che appartengono al quotidiano: il mare, il quale è immagine costante nelle riflessioni contenute nella silloge, o la vicinanza di persone care e significative che possono contribuire a ritrovare una parvenza di innocenza simile a quella dell’infanzia, supportata d...
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AA. VV. Il loro grido è la mia voce Poesie da Gaza Fazi Editore Recensione di Roberto Maestri. Sono Haidar al-Ghazali, ho vent’anni. Non so come risorgere dalle ceneri. Un essere umano normale, un palestinese normale, un abitante di Gaza normale, che vive un genocidio da un anno. “Essere umano” perché è una necessità di fronte al ferro dei cannoni e alle schegge. “Palestinese” perché sono l’esistenza che porta la storia del dolore, con gli occhi puntati sui campi e le pianure. “Di Gaza” perché ti farò una domanda imbarazzante: come reagisce il mondo? “Normale” perché è un privilegio in un mondo capovolto. Si può fare poesia a Gaza? È la domanda che si pongono i curatori Antonio Bocchinfuso, Mario Soldaini, e Leonardo Tosti, ma è la domanda che ci poniamo anche noi che abbiamo questo volume fra le mani. E la risposta è sì, non solo si può ma si deve. Perché la poesia è l’arma che può abbattere i muri del silenzio, volare oltre i droni che vorrebbero metterla a tacere, scardinare la spir...
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Sotirios Pastakas Isola di Chios Disegni di Marco Vecchio Multimedia Edizioni Recensione di Roberto Maestri. Tanto più la poesia scarseggia, tanto più si moltiplicano i poeti. Quanto più difficile diventa l’amore tanto più facilmente vengono fuori i sentimentali, gli amanti di professione e gli innamorati. C’è molto amore nei versi di Sotirios Pastakas ma c’è anche molto dolore: il dolore per la mancanza, per il rimpianto e per l’oblio. La salvezza è forse nel disincanto e nell’ironia, come lui stesso ammette, quell’ironia salvifica che fa superare qualunque avversità che la vita pone davanti, un modo per affrontare i guasti di un’esistenza complessa ma al tempo stesso intensa, come intense sono le poesie qui raccolte, frammenti di pensiero, riflessioni sul tempo, sull’amore, sulla gelosia, sulla vita, su ciò che era e non sarà e su ciò che potrà essere da qui in avanti. Sotirios Pastakas ci conduce per mano nel suo mondo interiore che forse non è troppo dissimile dal quello di ciasc...
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Cinzia Coppola Rêveries Delta 3 Edizioni 2023 Recensione di Carlo Crescitelli. Amo  il tè con i biscotti  quando fuori fa freddo  (. . .)  amo le nuvole  e chi domanda: che cosa sono le nuvole?  (. . .)  la coperta di lana  i cappelli e i cappotti  me. Cinzia Coppola compone i suoi versi un po’ come se parlasse a degli amici: con leggerezza, complicità, allegria, leggiadria. Che ce ne facciamo di un amore pensato?  A che serve?  Non si può dire: eccolo!  Non si può andarci a fare la spesa.  (. . .)  Non puoi scriverne vere poesie.  Non ti crederà nessuno  che esiste. Lo stesso approccio che riserva ai suoi studenti, quando a loro in poesia si rivolge. Aprite il libro a pagina...  Federico II  gli avverbi  il testo narrativo.  (. . .)  Cosa resterà di noi?  Noi insieme! E proprio questa veste di disincanto è la chiave per comprendere la sua poetica: che è fatta di tante picc...
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Maria Ronca Radici Edizioni “Il Saggio” 2024 Recensione di Carlo Crescitelli. Sono un albero  con radici profonde  la tempesta mi ha colto di sorpresa  mi ha spogliata  ma sono ancora qui  con i rami rivolti al cielo. La poesia di Maria Ronca riflette limpidamente il suo mondo: è già accaduto con le sue precedenti raccolte, e accade ancora di più in questa sua nuova silloge, “Radici”. Sono spugna  intrisa di lacrime e sorriso.  sono figlia  sono donna  sono madre  in questa terra. Il mondo di Maria Ronca è un mondo di valori. di solidarietà, di affetti. Un mondo di gioia di esserci, di sentirsi parte di una comunità avvolgente e tiepida, che ti ama e ti sostiene con dolcezza, e alla quale tu a tua volta presti il tuo quotidiano sostegno. Ti accompagnano da lontano  con un pensiero, un augurio.  Ti accompagnano per mano  per farti sentire il loro calore.  Ti accompagnano con un sorriso  mentre ti allontani. ...
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Roberto Maestri  Ero destinato a qualcos’altro  Le Lettere Scarlatte Edizioni, 2024.  "ERO DESTINATO A QUALCOS’ALTRO": IL LUNGO CAMMINO DI ROBERTO MAESTRI recensione a cura di Carlo Crescitelli  Roberto Maestri ha finalmente deciso di proporci i suoi versi, e lo ha fatto una volta giunto in una stagione della vita nella quale si affacciano i bilanci.  È per questo che la sua poesia è essenzialmente un guardarsi alle spalle: un ricordare e rievocare, un valutare e rivalutare con gli occhi e il metro dell'oggi.  Ma, nonostante il tono inevitabilmente nostalgico, la sua ispirazione non si ferma alla nostalgia, non s'incaglia in essa, tutt'altro.  Dal riportare in vita sulla pagina le tante emozioni del passato emerge potente il seme della speranza, la missione che questo dolceamaro amarcord possa, da rimembranza, volgersi in vero insegnamento per il lettore; la tensione a che il guardarsi indietro assuma il pieno senso di guardarsi dentro, esattamente com...
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Elba T. De Vita Laura Fernàndez Il sogno infinita realtà Delta 3 Edizioni Recensione di Roberto Maestri. “Laura dipinge e ama la poesia. Io scrivo e amo la pittura.” “Così la convergenza tra immagini e parole venne succedendosi.” È con queste parole che Elba e Laura descrivono l’alchimia che si è generata nell’incontro delle loro forme d’arte, la poesia e la pittura, che hanno dato vita a Il sogno infinita realtà, un libro dove le parole si intrecciano alle immagini in un caleidoscopio dove è difficile stabilire quale dei due linguaggi artistici abbia influenzato l’altro. Anche perché più che di influenza siamo di fronte a un dialogo fra due forme d’arte, fra due donne che hanno saputo mettersi in convergenza , per usare la parola citata da Laura nella presentazione dove, sempre citando, nel lavoro di ciascuna esiste una confluenza mite e intensa. I versi di Elba poi sono un continuo rimando a un’intimità che vuole uscire allo scoperto incurante del tempo accatastato , del tempo assas...
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Boris Pangerc Oljke in morje in sol / Olive e mare e sale Založba Libris d.o.o. Koper Recensione di Roberto Maestri. Difficile pensare alla Slovenia come un Paese mediterraneo. Eppure i suoi chilometri di costa starebbero lì a testimoniare il suo diritto di appartenenza al clima e alla cultura di quel bacino. Si è soliti pensare invece a quella terra, metà Balcani e meta Mitteleuropa, come una nazione rivolta verso il centro Europa, mentre volta le spalle al mare. E invece non è così e ce lo dimostrano bene i versi di Boris Pangerc, triestino di lingua slovena, nato in quella terra a cavallo di più confini che si sono succeduti nel corso della Storia europea, dove è difficile tracciare il limite di contaminazione fra culture intrecciate da secoli. E gli elementi che fanno da collante a questa cultura, che fa del mare che bagna questa terra un elemento caratteristico, sono per l’appunto quelli che danno il titolo a questa raccolta di poesie pubblicate non a caso in doppia lingua, lo slo...
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Giorgia Valensin (A cura di)  Liriche cinesi  Einaudi In contrasto con la frenesia dei nostri tempi, la lettura di “Liriche cinesi”, antologia dell’antica poesia cinese curata da Giorgia Valensin, sentivo mi costringeva a un ritmo più rilassato, più posato, rispetto a quello quotidiano: la poesia richiede naturalmente che il lettore le dedichi molta cura; ma son stati soprattutto i versi di uomini e donne vissuti in epoche tanto lontane nel tempo e nello spazio, perduti nell’osservazione di sé, della realtà circostante e impegnati a contemplarne le linee, i tratti, le sinuose e variegate fattezze, ad avermi catturato; questi versi pieni, in una parola, di umanità, tracciati dal pennello infuso di questa loro sensibilità, mi hanno fatto perdere la cognizione del tempo, mentre, risuonando col mio animo, mi perdevo io stesso a fantasticare, immaginando quei panorami e quei loro vissuti.  Attraverso le molte poesie di questo volume, onorato dalla prefazione di Eugenio Montale...
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Giselle Lucìa Navarro  Criogenia  Edizioni Ensemble Pezzo a pezzo, o dovrei dire piuttosto proiettile dopo proiettile, leggendo la raccolta di poesie “Criogenia” di Giselle Lucía Navarro, giovanissima poetessa cubana, riusciamo a ricostruire, attraverso un’analisi minuziosa delle sue esperienze, ciò che ha vissuto, ciò che, nonostante le abbia fatto del male – i “proiettili”, appunto –, non l’ha abbattuta, non l’ha vinta, per quanto, come scrive in “Un amore nasce anche se non vuoi”, «il proiettile arriva sempre a destinazione, / malgrado non ci sia una mano a premere il grilletto, / malgrado mutili il seme e distrugga tutto il possibile, / malgrado mi rifiuti, lo rifiuti e ti rifiuti».  È interessante far notare come la poesia della Navarro sia ricca di contrasti: se c’è morte, c’è anche vita; se c’è sofferenza, c’è anche gioia; se c’è un interno, c’è anche un esterno; se c’è un dentro, c’è anche un fuori; se c’è il singolo, ci sono anche i molti. Questi binomi creano u...
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Sandro Penna Un po' di febbre Oscar Mondadori Vi sono libri che prendono vita non si sa bene come. Non si sa quale circostanza, quale congiunzione di eventi li ha portati alla luce. Delle volte, premono sulle dita del loro autore, che cocciutamente, per anni magari, con ritrosia ha negato loro la pubblicazione. Il libro del quale vorrei lasciarvi qualche mia impressione ha avuto questa genesi. Il suo titolo è “Un po’ di febbre”, e l’autore è Sandro Penna. Furono i pochi amici di Penna, infatti, uno dei più importanti poeti del Novecento italiano, sebbene fu più che trascurato in vita dalla cultura italiana e sia caduto nell’oblio dopo la morte, avvenuta a Roma nel 1977, a pregarlo perché realizzasse questa opera che si presenta come una «silloge di racconti e fogli sparsi», tutti scritti tra il 1939 e il 1941, alcuni dei quali apparvero già su alcuni quotidiani e riviste dell’epoca, e per il resto inediti. Che cosa ci si può trovare in queste carte di così interessante? Sandro Penn...