Paolo Roversi Psychokiller SEM “Vietato barare con chi legge”. Se provassimo a scucirgli una dritta per scrivere un buon giallo, Paolo Roversi risponderebbe con un sorrisetto furbo e questa sua personale reinterpretazione della prima tra le “Venti regole per scrivere romanzi polizieschi”, un prontuario pubblicato nel 1928 da S.S. Van Dine che esordisce con un consiglio ai novelli giallisti, un invito a sfidare il lettore senza imbrogli o macchinazioni, come in una regolare sessione di scacchi che si sviluppi tra paragrafi e punteggiatura: “il lettore deve avere le stesse possibilità del poliziotto di risolvere il mistero – afferma il maestro americano – tutti gli indizi e le tracce debbono essere chiaramente elencati e descritti”. Semplice, diretto, lineare: nel poliziesco non si bluffa. E Roversi non ha inteso bluffare in alcuna delle tappe che hanno segnato la sua ascesa a consolidata realtà del crime nostrano, distinguendosi tra gli specialisti per originalità e penna versatile: gio...