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Stephan Orth  L’Iran dietro le porte chiuse  Keller Editore "Quando hai paura, ma paura davvero, quando pensi che stia per finire male, percepisci tutto con maggiore chiarezza. Il cervello entra in modalità allarme, dove conta solo il qui e ora. Per tutto il resto non c'è più spazio. A me succede quando non riesco a ricordare il mio codice postale per rispondere al poliziotto.  Sono seduto in una sala interrogatori della polizia iraniana...  In Iran, sono un criminale perchè ho nello zaino un chilo e mezzo di marzapane di Lubecca (con dentro un po' d'alcol) e qualche salame di maiale. Basterebbero solo un paio di numeri di "Play boy" e mi sarei aggiudicato la coppa con la scritta "Il viaggiatore più cretino di Teheran”  7 Farvardin 1393, è il giorno in cui Stephan Orth sbarca a Teheran; in Iran il tempo è avanti di due ore e mezza e indietro di 621 anni.  Orth vola low cost, non pernotta in hotel, ma attraverso network di couchsurfing cerca chi lo possa ...