Mircea Cartarescu Solenoide Il Saggiatore Il sogno infinito di Jorge Luis Borges (che altro non è se non il sogno di un sogno di un sogno) e l’infinità a un tempo illusoria e reale della sua biblioteca di Babele; la denuncia politica e sociale che, come in Gabriel Garcia Marquez, respira sottotraccia celata dall’iperbole, dall’immaginazione sfrenata, da una fantasia che a più riprese sconfina nell’allucinazione o più semplicemente nel racconto fantastico; l’enciclopedico conoscere di Thomas Pynchon che attraversa le centinaia di pagine dei suoi capolavori negli abiti dimessi di una nota a margine, di un dettaglio di colore in un descrizione minuziosa e perfetta, di un parentesi in un discorso-fiume e che pure rivela, all’occhio attento, ciò che davvero conta in quel che si sta leggendo; la prosa d’incubo di Franz Kafka, nella quale tutto ciò che è perversione della realtà si rivela essere realtà nella sua essenza, verità laicamente rivelata, impossibile da evitare e p...