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Anthony Burgess Arancia meccanica Einaudi, 2005 - Allora che si fa, eh? C'ero io, cioè Alex, e i miei tre soma, cioè Pete, Georgie, e Bamba, Bamba perché era davvero bamba, e si stava al Korova Milkbar a rovellarci il cardine su come passare la serata, una sera buia fredda bastarda d'inverno, ma asciutta. Il Korova era un sosto di quelli col latte corretto e forse, O fratelli, vi siete scordati di com'erano questi sosti, con le cose che cambiano allampo oggigiorno e tutti che le scordano svelti, e i giornali che nessuno nemmeno li legge. Non avevano la licenza per i liquori, ma non c'era ancora una legge contro l'aggiunta di quelle trucche nuove che si sbattevano dentro il vecchio mommo, cosí lo potevi glutare con la sintemese o la drenacrom o il vellocet o un paio d'altre robette che ti davano un quindici minuti tranquilli tranquilli di cinebrivido stando ad ammirare Zio e Tutti gli Angeli e i Santi nella tua scarpa sinistra con le luci che ti scoppiavano dappe...
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Anthony Burgess  Arancia Meccanica Einaudi Stavolta è un sì. Libro che vale il film. Arancia Meccanica di Anthony Burgess è un gran libro. E non è un caso che Kubrick (e prima di lui Warhol) lo abbiano considerato degno di una trasposizione.  Il film di Kubrick è sufficientemente fedele e a tal punto famoso da rendere superfluo soffermarsi sulla trama.  Sperimentalismo linguistico, libero arbitrio, etica e politica, trasgressione e affermazione del sé, assistenza e rieducazione morale della gioventù.  È un testo che esalta la violenza? No. È un testo di denuncia sociale? Anche. Che cazzo metteva Burgess nel latte? Non lo so. Vale la pena leggerlo? Porca miseria!  È ancora attuale? Purtroppo è ancora una volta un sì, anche se è uno di quei libri che necessiterebbe di un bugiardino con relative indicazioni e controindicazioni e un bel virgolettato in copertina con su scritto: "non adatto agli imbecilli". Curiosità: il titolo è lo stesso dello pseudobiblion citato ...