Philip K. Dick


Mutazioni


Giangiacomo Feltrinelli Editore




Io ero disturbato nel senso che avevo paura di mangiare. In collegio non sapevano cosa fare, per il fatto che di mese in mese continuavo a perdere peso e nessuno mi aveva mai visto mangiare nemmeno un fagiolino. La mia carriera letteraria, però, ebbe inizio, dapprima nel campo della poesia. Così recitava la mia prima lirica:

Ho visto un uccellino

Posato sopra un ramo

Ho visto un uccellino

Che mi guardava

Ma un gatto lo acchiappò e nessuno lo vide più,

perché il gatto se lo mangiò quella mattina.

Questa poesia fu accolta con entusiasmo, il giorno della visita parenti, e il mio destino fu segnato (anche se, naturalmente, nessuno ne sapeva nulla; non ancora, perlomeno). Poi, seguì un lungo periodo in cui non feci niente di particolare, se non andare a scuola - cosa che detestavo - e gingillarmi con la mia collezione di francobolli (che ancora conservo), oltre a occuparmi in altre attività da ragazzi come le bilie, le figurine, le mazze da baseball e i nuovi fumetti come "Tip Top Comics”, "King Comics" e "Popular Comics". La mia paghetta settimanale di dieci cent veniva spesa innanzi tutto per i dolci (wafer Necco, tavolette di cioccolato e giuggiole), e quel che restava per "Tip Topin una loro rapida scomparsa. Ma non fu così. A quei tempi, poi, c'erano le pagine scandalistiche dei giornali editi da Hearst, che alla domenica raccontavano di mummie sopravvissute nelle caverne, della scomparsa di Atlantide, del Mar dei Sargassi: "The American Weekly" era chiamata questa quasi-rivista. Al giorno d'oggi la liquideremmo come "pseudo-scienza", ma allora, a metà degli anni trenta, risultava piuttosto convincente. Sognavo di scoprire il Mar dei Sargassi e tutte le navi lì incagliate, con i cadaveri penzolanti dai capidibanda e i cofani pieni dell'oro dei pirati. Solo ora mi rendo conto che non avevo speranze di farcela, se non altro perché il Mar dei Sargassi non esiste - e comunque non aveva intrappolato così tante navi spagnole cariche d'oro. E per i sogni dell'infanzia, questo è quanto.

Philip K. Dick, Mutazioni. Scritti inediti, filosofici e letterari a cura di Lawrence Sutin. Traduzione di Gianni Pannofino. Feltrinelli Editore, 1997. Titolo originale dell’opera: The Shifting Realities of Philip K. Dick, 1995.


Il 2 marzo 1982 muore a Santa Ana (California) Philip K. Dick.

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