TROFEO CASSIOPEA 2026

LE INTERVISTE AI VINCITORI




NICOLA MARCO CAMEDDA

I PRIMI E GLI ULTIMI







Intervista a cura di Fabiana Redivo.


Tra le opere che si sono distinte nella quattordicesima edizione del Trofeo Cassiopea 2026, concorso dedicato alla narrativa fantascientifica italiana e organizzato dall'associazione culturale Deep Space One, figura proprio I Primi e gli Ultimi di Nicola Marco Camedda, classificatosi al secondo posto. La giuria, guidata dallo scrittore Lanfranco Fabriani, vincitore del Premio Urania e nome autorevole del panorama fantascientifico nazionale, ha premiato un'edizione particolarmente ricca di proposte e visioni del futuro.

Nicola Marco Camedda è un autore di fantascienza con una formazione in ambito informatico e una profonda passione per la science fiction in tutte le sue espressioni: dalla letteratura al cinema, dalle serie televisive ai fumetti, fino ai videogiochi.

È il creatore della saga di space opera Star Cluster Zero, inaugurata con il romanzo Anomalia e proseguita con I Primi e gli Ultimi, secondo romanzo principale della serie.

Nel corso della serata di gala della Deepcon 2026, la convention organizzata da Deep Space One, Nicola Marco Camedda ha ricevuto la targa del secondo posto dalle mani dello scrittore di fantascienza scozzese Ken MacLeod, ospite della manifestazione.

Abbiamo incontrato Nicola Marco Camedda per parlare del romanzo, dell'universo di Star Cluster Zero e dei temi che attraversano questa sua nuova opera.

L'intervista:




Nel romanzo gli algoritmi predittivi di Bionneq influenzano il destino di intere comunità. Quanto questa idea nasce da riflessioni sul ruolo crescente dell'intelligenza artificiale e dei dati nella società contemporanea?

L’idea parte dall’osservazione della realtà che ci circonda e dall’impatto che lo sviluppo tecnologico ha nelle nostre società. A questo segue una riflessione di più ampio respiro: traendo spunto da alcuni classici temi della Fantascienza, ho provato a offrire una mia personale visione.
Ho immaginato una civiltà spaziale – per certi versi simile alla nostra, ma allo stesso tempo differente e assai più progredita – retta da forze ideologicamente contrapposte e inclini a combattersi, accomunate da uno straordinario sviluppo tecnologico, dietro il quale si celano inquietanti interrogativi legati al rapporto fra intelligenza umana e artificiale.
Nel romanzo “I Primi e gli Ultimi” è evidente come questo scenario non nasca da un giorno all’altro, ma affondi le proprie radici in un arco temporale vastissimo: il rapporto con il passato, con la memoria e con ciò che di essa sopravvive, è un elemento fondamentale in “Star Cluster Zero”.


Quale messaggio volevi trasmettere attraverso questo scontro tra controllo e diritto alla diversità?

Più che trasmettere un messaggio specifico, il mio intento è quello di accompagnare i lettori e le lettrici in un viaggio avventuroso, carico d’azione, mistero e introspezione, offrendo spunti di riflessione e l’opportunità di porsi degli interrogativi. Senza per forza fornire delle risposte preconfezionate.
Divertire e intrattenere i lettori, stimolando riflessione e ragionamento, è una caratteristica tipica della narrativa fantascientifica.
Sebbene spesso sottovalutata dalla cultura cosiddetta “mainstream” del nostro Paese, ritengo la Fantascienza una ineguagliabile forma di espressione capace di andare oltre lo stato apparente delle cose, in grado di gettare uno sguardo su noi stessi partendo da angolature non convenzionali.
Nella saga dell’Ammasso Stellare Zero, gli spunti di riflessione potrebbero essere tanti, ad esempio:
Se in una civiltà largamente dipendente dalle tecnologie predittive, queste dovessero iniziare a riscrivere la Storia – modellandola e ottimizzandola al fine di conservare il potere – un domani, i cittadini sarebbero ancora in grado di mantenere un legame con le proprie radici?

Gli algoritmi euristici sono capaci di prevedere e condizionare l’andamento di una civiltà, oppure è il potere economico-politico a modellare le condizioni affinché le società si adattino ai modelli predittivi?
Qual è la vera essenza dell’umanità? Che cosa ci rende umani?
L’umanità potrebbe essere indipendente dal supporto fisico?
È possibile sfruttare i progressi tecnologici ponendoli al servizio dell’umanità, migliorando la vita delle persone, dell’ambiente e del regno animale? Evitando che accada il contrario?
In una società dove tanti aspetti sono regolati da algoritmi predittivi gestiti da intelligenze artificiali, chi non si allinea a determinati parametri, potrebbe essere identificato come una “anomalia” sgradita al potere?
L’anomalia intesa come errore, discrepanza, elemento di disturbo e ribellione in un sistema altrimenti considerato perfetto, oltre a dare il titolo al primo volume, è uno dei temi fondamentali dell’intera saga; un elemento che accompagna l’evolversi della vicenda nei suoi molteplici aspetti, nato da una riflessione sul rapporto tra umanità e progresso tecnologico.
Sono sicuro che ogni lettore e ogni lettrice potrà trovare molti altri spunti di riflessione, anche diversi da questi che ho appena elencato. E credo che il bello sia proprio questo: i libri possono essere dei veicoli di idee, ragionamenti, riflessioni, emozioni e sano divertimento… potenti e magici oggetti di libertà e crescita.


La serie Star Cluster Zero costruisce un universo complesso, popolato da culture e mondi differenti. Qual è stata la sfida più grande nel dare coerenza a questo universo mantenendo al tempo stesso viva la storia dei singoli personaggi?

Qualsiasi personaggio – anche una semplice comparsa – deve potersi muovere e agire all’interno di un universo coerente e credibile. Affinché ciò avvenga, è necessario definire tantissimi dettagli del cosiddetto “world building”. Ogni personaggio ha una propria identità caratteriale e psicologica, ma non solo. Ha un insieme di valori, una cultura di appartenenza verso la quale può avere anche un rapporto contraddittorio o conflittuale.
Quindi, una sfida piuttosto impegnativa consiste nel calare i personaggi all’interno dello scenario, tenendo conto di una fitta rete di dettagli.
Inoltre, dal punto di vista della narrazione, è importante mantenere un equilibrio tra lo sviluppo di trame basate su uno schema pianificato e l’obiettivo di garantire la genuinità e il realismo delle vicende dei personaggi.
I personaggi devono vivere e muoversi nell’universo narrativo in modo naturale: le loro scelte e azioni non devono mai apparire come forzate o imposte dall’alto. Per questo motivo, la struttura deve essere solida ma senza diventare una gabbia che imprigiona i personaggi.
Credo che la ricetta sia quella di trovare un equilibrio tra le esigenze di trama, le aspirazioni e la volontà dei personaggi – soprattutto quelli più pericolosi e vendicativi (non si sa mai!) – e il proprio istinto.

C'è un personaggio a cui ti senti particolarmente legato, o attraverso il quale hai esplorato aspetti della natura umana che ti interessavano maggiormente?

Questa è una delle domande più difficili a cui rispondere.
Tratto con il dovuto rispetto ogni personaggio – non solo quelli principali – e con ciascuno di essi credo di avere un legame profondo.
Sicuramente, con alcuni provo maggiore affinità e sintonia.
Sono particolarmente affezionato alla guerriera dagli occhi di lupo Lidya “Wolfeye”; al testardo e generoso studente Tesla; all’imprevedibile e geniale ribelle Shanya e all’eclettico e coraggioso scienziato dottor Arkenhost.
Seppure in modo diverso, sono legato anche ai personaggi antagonisti: lavorare in profondità sui “cattivi” offre un’ottima occasione per esplorare gli aspetti della natura umana più controversi, quelli che Jung avrebbe ricondotto alla dimensione dell’ombra.
Penso, ad esempio, a Daigo, al rapporto con la sua famiglia e al suo modo, assolutamente umano, di reagire alle pressioni; oppure al consigliere Edward: un antagonista che non agisce per banale “cattiveria”, ma che potremmo considerare come un vero e proprio protagonista animato da ideali e da una visione (questa, sì, antagonista).
E in una saga, il valore degli antagonisti dona profondità anche agli eroi (o antieroi).
Dato che “Star Cluster Zero” alterna i punti di vista di più protagonisti, ci sarebbero tanti altri personaggi da citare, ma… credo sia meglio lasciare ai lettori il piacere di incontrarli direttamente tra le pagine dei libri.

Per chiudere, la domanda di rito: progetti per il futuro?

Prima di chiudere, desidero ringraziare l’associazione Deep Space One e la Giuria del Trofeo Cassiopea.
Attualmente sono impegnato con la lavorazione del seguito de “I Primi e gli Ultimi”. Ammetto di essere piuttosto in ritardo rispetto alla tempistica che avevo inizialmente pianificato per la pubblicazione di questo romanzo.
Chi ha letto i romanzi “Anomalia” e “I Primi e gli Ultimi” comprende bene che non sono opere che scrivi dalla mattina alla sera, o in pochi mesi… So che i lettori e le lettrici più affezionati non vedono l’ora di leggere il seguito e di scoprire come si evolve la storia nell’Ammasso Stellare Zero… da questo punto di vista, non posso che rassicurare affermando che, come sempre, farò del mio meglio affinché ogni istante di attesa venga ampiamente ripagato.
Detto questo, a volte la lavorazione del romanzo deve necessariamente rallentare per portare avanti diverse attività correlate, spesso legate a editing e ristampe di nuove edizioni e progetti come la trasposizione di racconti in versioni a fumetti. Dopo la pubblicazione del fumetto “Sergente Jay”, disegnato da Loredana Atzei, sono altresì impegnato nella sceneggiatura di un nuovo comics (anch’esso tratto dalla raccolta “Assaltatori”), cioè “Triathlon”. Vi assicuro che sarà un’avventura da non perdere!
Sempre in ambito della serie “Star Cluster Zero”, ho in progettazione anche altre storie correlate, al di fuori della cronologia principale. È un universo talmente vasto, che offre la possibilità di raccontare numerose storie ambientate in tempi e luoghi differenti.
Sempre nell’ambito di “Star Cluster Zero”, sto lavorando a un rinnovo delle copertine e delle vesti grafiche dei libri. Sono altresì impegnato in alcune novità, di cui al momento non posso fornire dettagli.
Al di fuori di “Star Cluster Zero”, ho alcune idee per nuove saghe che mi piacerebbe sviluppare in un futuro, spero, non troppo distante. Sarò lieto di dare qualche informazione in più, appena possibile.

Grazie per la bella intervista.

Restate sintonizzati sulle frequenze di Star.cluster_0.

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