TROFEO CITTADELLA 2026
LE INTERVISTE AI VINCITORI
Alessio Signoriello
Surïkïla
ANOTHER COFFEE STORIES EDITORE
Intervista a cura di Fabiana Redivo.
Con il secondo posto al Trofeo Cittadella 2026, Surïkïla di Alessio Signoriello si è distinto in uno dei più importanti concorsi dedicati al fantasy italiano. Il premio, bandito dall'Associazione Culturale Deep Space One e giunto alla sua diciassettesima edizione, è stato assegnato da una giuria composta da Valentina Danieli, Filomena Cecere, Ilaria Pernice e Fabiana Redivo, presieduta da Gabriele Zanvercelli.
Nato a Finale Ligure nel 1988 e residente in provincia di Como, Signoriello è autore della Saga della Fenice, universo narrativo nato dalla sua passione per il fantasy, i videogiochi, la musica e l'immaginario dei manga e delle light novel. Dopo l'esordio con Zenath degli Aelish Odil (2022) e la pubblicazione di Warïhïrï (2024), ha dato vita alla nuova serie Saga della Fenice Oscura con Surïkïla (2025), confermandosi una presenza sempre più apprezzata nel panorama fantasy italiano.
In questa intervista abbiamo approfondito la genesi di Surïkïla, il suo affascinante mondo narrativo e le idee che hanno ispirato la nascita di uno dei protagonisti più enigmatici della recente narrativa fantasy italiana.
L'intervista:
Surïkïla viene presentato come una figura quasi leggendaria e incarnazione del male. Qual è stato il processo creativo che ti ha portato a costruire un antagonista così potente e quali aspetti della sua personalità volevi esplorare oltre la sua fama?
L’idea per Meliaculas nasce dal voler creare un protagonista antieroe, ma con cui si possa empatizzare sotto diversi aspetti. Infatti ciò che più ho voluto esplorare nella storia è la sua discesa nell’oscurità violenta, tragica e che non gli lascia scampo, portandolo a compiere la drammatica scelta di diventare lui stesso il più grande male a Lerïwase, quindi consapevole di quel a cui andrà incontro.
Ho cercato di bilanciare potere, genio e follia in un mix che a volte può disorientare, visto che è difficile prevedere le reazioni di Meliaculas. Anche se alla fine del primo libro è possibile comprenderle in parte grazie alle storie ambientate nel passato che svelano alcuni eventi che lo hanno segnato.
Tutto questo è stata una sfida anche grazie al singolare POV che ho scelto di utilizzare, infatti il lettore non saprà mai cosa pensa e prova il protagonista, ma potrà solo immaginarlo, visto che la storia viene narrata dai personaggi che hanno incrociato il suo cammino.
Il mondo di Lerïwase appare segnato dal declino e dalla perdita della speranza. Da dove nasce questa ambientazione e quanto è importante il contesto del mondo nella costruzione dei temi del romanzo?
È nato in contrapposizione a Keythia (mondo di Saga della fenice), una terra acerba in cui la magia è ai suoi albori. Lerïwase, di contro, ha visto numerose ere avvicendarsi e ne porta le cicatrici. Una sorta di specchio inverso. In questa terra il più grande pericolo è rappresentato dalla manafagia, un male causato dall’utilizzo sconsiderato della magia e che la sta portando ad un lento e inesorabile declino, vista l’impossibilità di debellarla. Ho pensato che questo fosse il teatro perfetto per l’ascesa di un antieroe che ha perso speranza in un mondo dove l’innocenza è una debolezza fatale.
Nel libro ricorrono elementi come il divino Kyno, i sefiri e i vari regni. Come hai sviluppato la mitologia e il sistema di credenze che sostengono l'universo narrativo di Surïkïla?
Tutto è partito da Zenath (protagonista di Saga della fenice). Una volta strutturata la sua storia ho iniziato a ragionare sul world building e a creare una sua mitologia, regni, fazioni e divinità, prendendo spunto da molte delle mie passioni e dai pantheon di diverse religioni. Ciò mi ha portato a creare una futura saga (Saga della fenice primordiale) che esplorerà in maniera approfondita le tematiche mitologiche dell’intero universo letterario, direttamente dalla creazione del suddetto mondo. Un aspetto che adoro del fantasy è la possibilità di mettere a contatto la “sfera divina” con quella mortale e un futuro passaggio sarà appunto questo, cosa che farà vedere tutta la storia ai lettori sotto un’altra luce.
Infine, ho creato una lingua, il sefiro antico, che è nata ispirandomi al giapponese e al quenya degli elfi di Tolkien. Inizialmente l’ho studiata un po’ per gioco, ma alla fine ha assunto importanza per valorizzare il popolo dei sefiri, che nell’antichità del mondo hanno dominato su ogni terra del creato, salvo sparire all’improvviso e senza spiegazione. Qui c’è una chiara influenza al mito di Atlantide, che mi ha sempre affascinato.
Molte opere fantasy raccontano la lotta degli eroi contro il male; dalla sinossi, invece, sembra che il punto di partenza sia un mondo in cui il male è già dominante. Cosa ti interessava raccontare attraverso questo ribaltamento della prospettiva tradizionale?
In molte opere ho adorato alcuni antagonisti per il modo in cui sono stati costruiti e delle ragioni che li hanno votati al male. Questo è il fulcro di Saga della fenice oscura, ovvero che nessuno nasce malvagio, ma lo diventa. In diverse occasioni Meliaculas ha potuto scegliere la via da perseguire. A volte ha optato per la luce, altre per le tenebre. Ciò ha fatto in modo che il suo animo venisse lentamente corrotto, portandolo ad una crudeltà man mano crescente, che a lui appare giustificata e conseguente a ciò che ha subito. Dopo tante perdite e avversità chi riuscirebbe a non venirne segnato? Quanto a lungo si potrebbe rimanere innocenti quando la vita non porta altro che sofferenza e dolore? Nel caso di un eroe si tende a mostrare che vi è sempre una via giusta, ma spesso la realtà è ben diversa e, in quanto antieroe, Meliaculas penso che funzioni perché più realistico e imperfetto rispetto al classico protagonista che a volte fa storcere il naso per un buonismo fin troppo canonizzato nel genere. Questo aspetto ho cercato di trasporlo anche in Zenath, un eroe più classico ma che gioca sulle sfumature di grigio.
E ora, la domanda di rito: progetti per il futuro?
Ho da poco concluso la stesura del seguito di Surïkïla, che spero farà felici i lettori del primo volume, grazie ad un crescendo di eventi, nuove rivelazioni e molti colpi di scena.
Prossimamente uscirà anche il terzo volume di Saga della fenice e nei prossimi mesi è prevista l’uscita con PAV Edizioni del mio primo romanzo urban fantasy autoconclusivo, Project Omnibus/Omnipotens. Dai toni più umoristici ma ambientato in un mondo moderno e distopico dove i superpoteri sono la normalità. Qui il protagonista William cercherà di vivere una vita normale, nascondendo il suo formidabile potere, ma un incontro inaspettato lo costringerà a rivedere i suoi piani.
Infine ho iniziato la stesura di un nuovo romanzo fantasy autoconclusivo, Dungeon X Spirits, in cui il protagonista è un mago ancora adolescente che si avventurerà nel dungeon dove i genitori sono morti alla ricerca di un oggetto che promette di esaudire un singolo desiderio. In suo aiuto arriverà lo spirito di un giovane guerriero del passato privo di ricordi e ancora inesperto.
Grazie Alessio per averci accompagnato alla scoperta dell'universo di Surïkïla. È stato un piacere approfondire la tua opera e conoscere più da vicino la visione che anima il tuo progetto narrativo.


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