TROFEO CASSIOPEA 2026 LE INTERVISTE AI VINCITORI NICOLA MARCO CAMEDDA I PRIMI E GLI ULTIMI Intervista a cura di Fabiana Redivo. Tra le opere che si sono distinte nella quattordicesima edizione del Trofeo Cassiopea 2026, concorso dedicato alla narrativa fantascientifica italiana e organizzato dall'associazione culturale Deep Space One, figura proprio I Primi e gli Ultimi di Nicola Marco Camedda, classificatosi al secondo posto. La giuria, guidata dallo scrittore Lanfranco Fabriani, vincitore del Premio Urania e nome autorevole del panorama fantascientifico nazionale, ha premiato un'edizione particolarmente ricca di proposte e visioni del futuro. Nicola Marco Camedda è un autore di fantascienza con una formazione in ambito informatico e una profonda passione per la science fiction in tutte le sue espressioni: dalla letteratura al cinema, dalle serie televisive ai fumetti, fino ai videogiochi. È il creatore della saga di space opera Star Cluster Zero, inaugurata con il romanzo A...
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Anne McCaffrey Il volo del drago (Dragonflight - 1968) Editrice Nord Recensione di Chiara Natoli. I classici non si possono recensire, se ne può solo parlare, e questo farò oggi. “Quando una leggenda è veramente una leggenda? Perché un mito è un mito?” Così inizia il primo romanzo di quella che viene definita come la “trilogia originale” del Ciclo di Pern (o dei Dragonieri di Pern). Ci troviamo su Pern, pianeta del sistema di Rukbat colonizzato dagli umani da molto tempo ormai. Ma ogni duecento anni avviene una catastrofe naturale legata al ciclo dei pianeti che rischia di distruggere ogni cosa. Gli unici in grado di fermarla sono i draghi e i loro dragonieri, guerrieri dalle facoltà psichiche superiori che permettono loro di vivere in una sorta di simbiosi, forti di un legame quasi empatico. La protagonista è Lissa, una giovane donna che non sa di essere destinata a grandi cose, cioè scelta da una regina. Ho letto questo libro diversi anni fa e mi è piaciuto talmente che ho subito p...
Claude Francis Dozière La Grande Insurrezione Tabula Fati (2025) Recensione di Chiara Natoli. La Grande Insurrezione è un romanzo distopico autoconclusivo, parla di guerra, una guerra sporca, come tutte le guerre. Dell’antico tracciato stradale sopravvivevano brani di asfalto sciolto dal calore – o frantumato dalle esplosioni – e frammenti di marciapiedi. Spesso questi viottoli figli della distruzione erano vicoli ciechi, o terminavano su dirupi. Guardando la città dall’alto si poteva scorgere l’ombra della grandezza passata, qualcosa di grandioso trasformato in uno spettro di forme architettoniche, di edifici monumentali rasi al suolo e parchi ormai bruciati. Ci muoviamo in un mondo devastato dal cambiamento climatico e da attentati terroristici a centrali nucleari, dove la guerra civile ha visto trionfare le milizie popolari urbane sulle EUSF (European Union Special Forces). La storia è ambientata in una città devastata e dai tratti claustrofobici il cui nome è andato perduto con la ...
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